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10 agosto 2022, Aggiornato alle 19,39
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Logistica

Digitale e territorio, de Crescenzo: "Le chiavi di volta di Fedespedi"

Intervista al vicepresidente della federazione degli spedizionieri. L'importanza di Confetra, le enormi risorse del PNRR e l'azione di lobby a Bruxelles

Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi, e Domenico de Crescenzo, vicepresidente

di Paolo Bosso

L'importanza delle associazioni territoriali, l'azione di Confetra in seno al governo, le enormi risorse del PNRR per digitalizzare il settore, e infine l'azione di lobby a Bruxelles per contrastare lo strapotere degli armatori. Si baserà su queste strategie l'attività di Fedespedi dei prossimi quattro anni, quelli della presidenza di Alessandro Pitto che da pochi giorni ha rinnovato, sostanzialmente confermando la squadra della predecessora Silvia Moretto, gli advisor body e i vicepresidenti. «Stiamo lavorando parecchio sulla digitalizzazione e la territorializzazione, le chiavi di volta per lo sviluppo di numerose professioni, tra cui quella dello spedizioniere», afferma uno dei quattro vicepresidenti di Fedespedi, Domenico de Crescenzo, già vicepresidente con Lazzeri, Moretto e ora con Pitto. È al quinto mandato come presidente della commissione doganale, responsabile quindi dei rapporti con l'Agenzia delle Dogane. Al Sud è l'unico nel settore logistico con questo curriculum.

Vicepresidente, cosa ne pensa di questa nuova e allo stesso tempo riconfermata Fedespedi?
«Felice e onorato di far parte della squadra di Pitto, con cui lavoro da tempo. La mia missione è la dogana e i rapporti tra le dogane, uno dei mattoni con cui costruire una federazione forte. Le proposte progettuali recentemente avanzate da Pitto si basano su sei assi: team building, comunicazione, organizzazione, sistema federale e confederale, PNRR e sostenibilità».

Alla luce di queste assi, su cosa lavorerà Fedespedi nei prossimi anni?
«L'azione sarà guidata dagli advisor body, che corrispondono grossomodo ai cinque vicepresidenti, ciascuno con la propria materia: cargo aereo, dogane, risorse umane, trasporti terrestri e affari legali. Completano il quadro i settori digitale e portualità. Poi c'è la comunicazione a livello nazionale, che vede in Confetra, accreditata nel CNEL, un supporto fondamentale, come ha sottolineato Pitto nel documento programmatico».

E poi ci sono le enormi risorse del PNRR.
«250 milioni di euro per digitalizzare le imprese di spedizione e altri 11 milioni per digitalizzare gli aeroporti. Sono davvero tanti soldi, che andranno inseriti in progetti da approvare per essere spesi. In generale, c'è da digitalizzare la catena logistica e i sistemi aeroportuali. Concretamente, le risorse verranno spese nello sportello unico doganale, nella piattaforma logistica nazionale per la rete dei porti e nell'adozione dell'e-CMR, la lettera di vettura elettronica».

Gli armatori dei container godono di profitti stellari, dell'esenzione antitrust Ue, di tassazione agevolata e condizionano l'accesso alla capacità di trasporto marittimo influenzandone i noli, spingendo i caricatori verso le loro società controllate: autotrasporto, dogana, magazzinaggio e booking agency. Uno strapotere senza limiti. Come afferma Pitto nel documento programmatico, sono tutte minacce esistenziali per gli spedizionieri. Alla luce di questo contesto, come gestirete la rappresentanza europea?
«Sarebbe bello creare una rappresentanza dedicata a Bruxelles di Fedespedi. In ogni caso, la collaborazione con FIATA e CLECAT sarà cruciale, perché ci permetterà di contrastare politicamente e giurisdizionalmente le condotte dei grandi carriers, che fanno una concorrenza spietata alla nostra categoria. L'argomento è un campo minato, difficile non polemizzare ma è sotto gli occhi di tutti la pressione che subiamo con la disintermediazione del trasporto, iniziato orizzontalmente con le operazioni di merging tra gli armatori e che continua oggi con la verticalizzazione a monte e a valle».

Passiamo al SuDoCo, lo sportello unico doganale, licenziato in Gazzetta ufficiale alla fine dello scorso anno. La Spezia è il primo porto che lo implementa. Che novità porta?
«Minori tempi di attesa, un'unica amministrazione e soprattutto una velocità dei controlli senza precedenti, perché in questa piattaforma convergono tutte le autorità di controllo. Dopo diciotto anni di gestazione, sembra che ci siamo. Per la fine dell'anno mi aspetto che decolli definitivamente. Se succederà, sarà una piccola rivoluzione nello sdoganamento delle merci, nei porti come negli aeroporti». 

Non è di sua competenza, ma cosa può dirci a proposito dell'air cargo?
«Il presidio territoriale è fondamentale per mantenere l'attività di Fedespedi a livello nazionale e internazionale. La mia esperienza come coordinatore di Confetra Mezzogiorno lo conferma. Seguendo questo approccio, il settore del cargo aereo è efficacemente rappresentato da Anama e il suo ingresso in aeroporti strategici come Bologna, Milano, Roma e Venezia ci consentirà un maggiore presidio territoriale».

Camion, treni e intermodalità: cosa dobbiamo aspettarci dal trasporto combinato su strada?
«L'approvazione del primo pacchetto mobilità e l'avvio della sperimentazione dell'e-CMR, su cui collaboriamo con ACCUDIRE».

La sicurezza informatica comporterà un maggiore coordinamento tra imprese, governo e Agenzia per la cybersicurezza. Quanto più si digitalizza, tanto più bisogna proteggere un'infrastruttura sempre più complessa e delicata.
«Si sta facendo tanto. Ogni nuovo presidente di Fedespedi, seguendo il passo dei tempi, spinge sempre più sul digitale. È una priorità, un asset fondamentale. Stiamo digitalizzando qualsiasi aspetto della professione, con il SuDoCo al vertice. In un contesto del genere basta veramente poco per bloccare tutto. Gli attacchi informatici periodici, nelle spedizioni come in qualsiasi altro settore, anche non logistico, ce lo mostrano ogni volta. La cosa fondamentale è la preservazione dei dati, qualsiasi cosa accada. La cyber security serve a questo».