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30 settembre 2020, Aggiornato alle 08,52
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Infrastrutture

Demolizioni pericolose, ambientalisti denunciano la "virtuosa" Maersk

Un reportage sulla demolizione di due portacontainer della compagnia danese mostra che i cantieri di Alang non soddisfano neanche lontanamente gli standard dell'armatore


I giornalisti investigativi di Danwatch hanno pubblicato una dettagliata relazione sulla realtà interna del cantiere navale di Alang, in India, dove sono attualmente in fase di smantellamento le portaontainer Maersk Georgia e Maersk Wyoming. Le approfondite indagini rivelano le violazioni dei diritti del lavoro, con gli operai esposti a crescenti rischi per la loro salute e sicurezza, oltre al grave inquinamento ambientale.

La storia è uscita domenica scorsa sul quotidiano danese Politiken, ed è stata ripresa ampiamente dai media danesi.

Secondo la Ong ambientalista Shipbreaking, l'indagine non solo conferma le preoccupazioni gravi relative al metodo di demolizione delle navi, da tempo denunciato dall'associazione internazionale, ma dimostra che le pratiche di demolizione di Maersk non soddisfano neanche lontanamente lo standard che l'azienda ha creato per se stessa.

«Le condizioni inaccettabili nella struttura di Alang, che Maersk è stato lodando per i suoi presunti alti standard, non possono più essere ignorati - dice Patrizia Heidegger, direttore esecutivo di Shipbreaking –. I giornalisti hanno documentato la realtà dei lavoratori senza contratto e gli uomini che mettono in pericolo la loro salute e la vita esponendosi a fumi tossici e rischi di esplosioni. Quando gli è stato chiesto circa l'impatto ambientale delle attività in Alang – sottolinea la Heidegger – l'armatore leader a livello mondiale non ha risposto. Le condizioni in cui le navi Maersk vengono smantellate – conclude il direttore di Shipbreaking – sono anche peggio di quello che ci aspettavamo».