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05 dicembre 2019, Aggiornato alle 17,49
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Infrastrutture

Darsena Europa, Livorno riparte dai dragaggi

Presentata la progettazione delle opere di difesa preliminari alla realizzazione del terminal container. De Micheli: "Faremo tutto il possibile per finanziarla"

Il progetto preliminare della Piattaforma Europa di Livorno

Saranno i dragaggi e la realizzazione delle dighe a caratterizzare la prima fase di realizzazione della Piattaforma Europa del porto di Livorno, un grande terminal container in progettazione da diversi anni e diviso in più tronconi nel corso del tempo. Il progetto preliminare è stata presentato giovedì nella Fortezza Vecchia dello scalo toscano. Tecnicamente, si tratta di opere marittime di difesa e delle attività di dragaggio della Darsena Europa, sostanzialmente di un nuovo terminal container con i quale il porto di Livorno mira a conquistare nuove quote di traffico.

Alla presenza della ministra dei Trasporti, Paola De Micheli – oltre a una platea di operatori -, il presidente dell'Autorità di sistema portuale (Adsp) del Tirreno Settentrionale, Stefano Corsini, ha illustrato il contenuto di un progetto che comprende le opere di protezione della nuova imboccatura Nord, il nuovo bacino portuale della Darsena Europa (con il relativo canale di accesso) e le attività di dragaggio connesse. Poi, realizzazione di un nuovo molo di sopraflutto (diga Nord), riconfigurazione e prolungamento della diga del Marzocco (diga Sud) e realizzazione della nuova diga della Meloria, con demolizione di quella vecchia. Totale, 260 milioni di euro. Una nnuova organizzazione che permetterà di suddividere gli ingressi per tipologia di merci, tra imboccatura Nord e Sud, razionalizzando gli arrivi. 

Si tratta, quindi, di una prima fase, basata sui dragaggi, dopo seguirà la realizzazione del terminal vero e proprio. Il polo dovrebbe essere pronto nel 2024,  Il 30 novembre scade la manifestazione di interesse per le dei privati. Il costo complessivo dovrebbe aggirarsi sui 300 milioni di euro da parte degli imprenditori, più 200 milioni circa di fondi pubblici, rispetto ai 305 milioni già disponibili.

«Il progetto preliminare delle dighe e dei dragaggi darà al Porto di Livorno un forte impulso alla realizzazione della Darsena Europa, verso la quale oggi viene fatto un decisivo e concreto passo in avanti», ha detto Corsini. «Già inserita nella programmazione nazionale di settore e destinataria di importanti finanziamenti regionali e statali – continua Corsini -, la Darsena Europa non è soltanto un asset strategico per la costa toscana ma rappresenta il futuro della città e del territorio, con ricadute positive anche da un punto di vista occupazionale: l'obiettivo è quello di arrivare a impiegare cento persone al giorno per circa due anni e mezzo». De Micheli si è impegna a fare «il possibile per supportare, non solo da un punto di vista procedurale ma anche finanziario, la realizzazione della Darsena Europa. Vogliamo sostenere questo progetto perché abbiamo ben chiaro il ruolo di Livorno nel sistema portuale nazionale ed europeo, abbiamo ben chiaro quale debba essere il ruolo che un porto efficiente e moderno debba avere per affrontare e auspicabilmente vincere le sfide infrastrutturali del XXI secolo».

I dragaggi
Sono previsti i dragaggi, finalizzati all'imbasamento delle nuove opere, per raggiungere un pescaggio di 17 metri nel canale di accesso, più la realizzazione di bacini e darsene interne (darsena del nuovo terminal container a -16 m, specchio acqueo del bacino Santo Stefano e fondali prospicienti a -13 m). Il materiale dragato, laddove non risultasse utilizzabile per il rimodellamento della spiaggia sommersa lungo il litorale pisano, verrà gestito all'interno di una nuova vasca di colmata, localizzata nel nuovo bacino portuale della Darsena Europa e conterminata, sul lato mare, dal tratto terminale della Diga Nord e, sul lato interno, da argini in scogliera. Questa vasca rappresenterà la base per la realizzazione dei piazzali di un nuovo terminal dedicato alle autostrade del mare, la cui realizzazione è prevista nella seconda fase della Piattaforma Europa. Oltre alle aree di colmata poste alla radice della diga Nord, è prevista anche una seconda vasca di contenimento tra la nuova diga Sud e la diga del Marzocco.

La Darsena Europa sarà dotata di un bacino di evoluzione con diametro di 600 metri e profondità a 16 metri. Come previsto dal Piano Regolatore Portuale, anche il fondale della banchina sarà dragato a 16 metri, ma è previsto che l'opera venga progettata in modo tale da consentire l'escavo fino a quota 20 metri. Si tratta di opere che dovranno avere la Valutazione di Impatto Ambientale, un processo molto lungo, a cui si aggiungerà una complessa burocrazia – e anche qui molto lenta – delle analisi ambientali.