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20 aprile 2024, Aggiornato alle 20,22
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Da gasolio a metanolo. Maersk converte una portacontainer operativa

Accordo con MAN per convertire un mercantile esistente entro il 2024. È la prima compagnia marittima a farlo

(chris lovelock/Flickr)

AP Moller-Maersk è il primo armatore ad annunciare la conversione di una portacontainer operativa della flotta spinta dal gasolio in una a doppia alimentazione, gasolio e metanolo verde (cioè prodotto senza emettere quasi gas serra) di tipo 1. Il retrofit del motore, spiega il gruppo logistico danese, dovrebbe completarsi nel 2024, con l'intenzione di replicare la modifica su navi gemelle a partire dal 2027.

Alla base, un accordo tra Maersk e il produttore di motori marini MAN Energy Solutions, che si occuperà del retrofit del motore, un'operazione piuttosto complessa e senza precedenti. Il retrofit di un grosso apparato motore come quello di una portacontainer, infatti, comporta, tra le altre cose, oltre a un nuovo motore anche nuovi serbatoi di carburante, una nuova sala di preparazione del metanolo e un nuovo sistema di alimentazione.

L'iniziativa rientra in un'ambiziosa riduzione delle emissioni da parte della flotta di portacontainer di Maersk, che sono circa 700 (di cui circa 300 di proprietà), in linea con gli Accordi di Parigi del 2015 che fissano l'azzeramento delle emissioni di anidride carbonica entro il 2040, che si traduce nel caso di una compagnia come Maersk in un dimezzamento delle emissioni per container trasportato rispetto al 2020 a partire dal 2030.

Maersk definisce "combustibili verdi" quei combustibili con emissioni di gas serra da basse a molto basse rispetto ai combustibili fossili. Ci sono diversi tipi di combustibili verdi, a seconda di quanto gas serra emettono e di quanto ne viene emesso per la loro produzione. Con "basso" ci si riferisce a combustibili con riduzioni complessive (tra produzione e utilizzo) di gas serra tra il 65 e l'80 per cento rispetto ai combustibili fossili. Ciò riguarda, ad esempio, alcuni biodiesel utilizzati nel trasporto stradale. "Molto basso" si riferisce a combustibili con riduzioni di gas serra tra l'80 e il 95 per cento, che al momento sono quelli con meno disponibilità e più costosi da produrre.

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