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05 luglio 2020, Aggiornato alle 12,06
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Crociere di cabotaggio, Assarmatori: "Benefici squilibrati"

L'associazione è contraria all'emendamento proposto da Confitarma, che andrebbe a concedere sgravi che i traghetti per le isole non godono. Messina: "Non c'è bisogno di cambiare il Registro"


Assarmatori è contraria all'emendamento ispirato da Confitarma per permettere alle compagnie da crociera italiane (in questo caso una sola, Costa Crociere) di praticare anche rotte di cabotaggio nazionale. Un'intervento che verrà discusso questa settimana nel corso di un tavolo tra governo e armatori.

Le compagnie da crociera italiane, come tutti gli armatori nazionali, godono già di agevolazioni fiscali e contributive, quelle introdotte con la legge 30/98, che istituisce il Registro internazionale. L'emendamento proposto da Confitarma però, modificando questa legge e permettendo alle compagnie crocieristiche di fare anche cabotaggio, viene sì incontro al blocco delle attività che va ormai avanti da oltre due mesi, con la stagione estiva alle porte e senza prospettive certe di una ripartenza a breve, ma va anche a fare concorrenza sleale al cabotaggio dei traghetti, che certi sgravi non può permetterseli, come quelli sul lavoro, perché è obbligata a imbarcare solo personale italiano. 

Il presidente Stefano Messina, quindi, ci tiene a precisare che l'oppposizione non è «una contrapposizione tra sigle né tantomeno tra aziende». In questi ultimi mesi la collaborazione con le imprese marittime, il governo, gli enti locali è stata massima. «Ma proprio per essere coerenti con questa impostazione non possiamo che manifestare il nostro dissenso rispetto all'emendamento di cui Confitarma ha rivendicato la paternità, che permetterebbe a una pur eccellente e primaria compagnia di navigazione di godere delle agevolazioni fiscali e contributive introdotte con la legge 30/98 istitutiva del Registro Internazionale nel momento in cui esercitasse attività in regime di cabotaggio nazionale, il corto raggio».

Il problema non è il regime di sostegno del Registro, ormai riconosciuto anche dall'Unione europea come garante della concorrenza. Le compagnie di crociera possono già concentrare l'attività su rotte nazionali, fintanto che saranno vietati gli accessi ai porti di altri Paesi: «è già possibile con le regole attuali senza che vi sia bisogno di una nuova legge». 

Lo sgravio sulle crociere di cabotaggio permetterebbe benefici negati alle compagnie che fanno servizio sulle stesse rotte garantendo anche la continuità territoriale tra le isole e la terraferma. Un servizio traghetti, ro-ro e ro-pax, che è stato mantenuto anche durante i mesi di lockdown, con punte di riduzione del traffico passeggeri anche del cento per cento e fatturati in tracollo verticale per le società di trasporto, colpendo compagnie marittime che, per godere degli sgravi, devono «imbarcare esclusivamente marittimi italiani» con conseguente costo maggiore del lavoro. Una regola che non vale per le compagnie crocieristiche italiane.

Per lo più gli sgravi alle crociere di cabotaggio andrebbero automaticamente anche al personale di bordo, che non rientra nella categoria dei marittimi: animatori, musicisti, addetti alla cura delle persone, commessi di negozio. Un paradosso, perché a quel punto lo Stato agevolerebbe il costo delle attività ricreative o commerciali sulle navi da crociera ma non ai marittimi italiani che operano su servizi essenziali per il trasporto degli isolani, dei passeggeri in generale e delle merci. 

«Spero sia possibile riconsiderare questa iniziativa e riprendere con Confitarma il percorso di collaborazione che in questa fase avevamo convintamente seguito entrambi», conclude Messina.