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05 aprile 2020, Aggiornato alle 09,50
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Coronavirus sullo shipping: sta arrivando un crollo del traffico

Da oltre venti giorni la produzione industriale cinese è rallentata. Gli effetti nel flusso merci portuale stanno per arrivare. Il Pil mondiale quest'anno perderà almeno lo 0,1 per cento


di Paolo Bosso

Nei giorni in cui l'epidemia di SARS-CoV-2, o "Coronavirus", è arrivata anche in Italia, lo shipping deve fare i conti col rallentamento del flusso merci dalla Cina, l'epicentro del commercio mondiale, con effetti pesanti sull'approvvigionamento e l'indotto economico che ancora devono farsi veramente sentire e nello stesso tempo sono difficili da quantificare. Per quanto riguarda i porti italiani, così come gli altri porti del mondo, bisogna fare i conti col rallentamento del flusso. «Ci sono grandi rallentamenti in entrata. I controlli sanitari si sono allungati, anche se la prassi non è stata stravolta, mentre quelli doganali procedono regolarmente. Ma la batosta deve ancora arrivare: da oltre venti giorni la Cina ha frenato la produzione, questo significa che per fine febbraio ci aspettiamo un brusco crollo dei traffici», spiega Domenico De Crescenzo, spedizioniere napoletano e coordinatore Confetra per il Mezzogiorno.

La diffusione del Coronavirus nel mondo fino al 22 febbraio (wikipedia)
La diffusione del Coronavirus nel mondo fino al 22 febbraio (wikipedia)

Economia
Secondo il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, il Coronavirus potrebbe avere un'effetto "deglobalizzante" sull'economia. Allo stato attuale gli esperti di finanza, nel corso del G20 tenutosi a Riad che ha visto inevitabilmente l'epidemia in corso al centro delle discussioni, prevedono per quest'anno, se quindi la situazione migliorerà in tempi brevi, una perdita dello 0,1 per cento del Pil globale. Il ministro dell'Economia del governo italiano, Roberto Gualtieri, ha detto che le stime per l'Italia che vedono un rialzo dello 0,6 per cento nel 2020 dovranno essere riviste.

Container
Il gruppo danese Maersk, così come tutti gli altri armatori collegano la Cina al resto del mondo, sta riprogrammando le partenze dall'Asia e attualmente ne ha cancellate a decine. L'amministratore delegato, Soren Skou, intervistato da Bloomberg, ha detto che il Coronavirus impatterà sugli utili della compagnia. I terminal portuali cinesi sono in grossa difficoltà. Gli operatori a terra sono pochi, il flusso dei mezzi pesanti a disposizione per movimentare container non è sufficiente. «C'è un'enorme pressione – spiega Skou - perché non ci sono abbastanza camionisti, è complicato ricevere merce nelle fabbriche e nei magazzini. Un sacco di nostre navi sono inattive in Asia e nelle ultime due settimane abbiamo cancellato molti carichi dalla Cina».

Crociere
Anche sul fronte turistico la situazione è delicata. Da quando è scoppiato il caso della Diamond Princess - la nave da crociera in quarantena nel porto di Yokoama, in Giappone, con migliaia di passeggeri a bordo e centinaia di contagiati – i controlli in imbarco e sbarco sono molto rigidi. Viene misurata la temperatura e da diversi porti dell'Asia e del Sud Est Asiatico è vietato l'imbarco, ormai da settimane. Neil Palomba, direttore generale di Costa Crociere, nel corso del battesimo di Costa Smeralda, tenutosi sabato scorso, ha riferito che la compagnia ha vietato l'imbarco per i passeggeri provenienti dai comuni del Nord Italia, principalmente della Lombardia, attualmente il focolaio italiano del Coronavirus. La compagnia tiene attualmente ferme quattro navi in Asia e ha modificato gli itinerari in Cina, Giappone e Corea.