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04 aprile 2020, Aggiornato alle 18,32
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Logistica

Coronavirus, Hupac e UIRR: "Nessuna interruzione"

In una nota rassicurano che tutti i terminal italiani funzionano regolarmente, grazie anche alla minor promiscuità del trasporto intermodale


Tutti i treni e tutti i terminal italiani funzionano regolarmente. Ci pensano Hupac e l'International Unione for road-rail combined Transport (UIRR) – che insieme rappresentano una grossa fetta della logistica italiana della distribuzione delle merci - a distendere gli animi, cercando di disinnescare quello che dal racconto giornalistico degli ultimi giorni - e anche da alcune iniziative di soggetti privati - sembra emergere come uno stato d'assedio, l'infezione da Coronavirus.

«Informiamo i nostri clienti e partner che la nostra rete di trasporto intermodale funziona regolarmente», scrive la società ferroviaria svizzera, che vicino Milano gestisce uno dei più importanti centri di distribuzione italiani, quello di Busto Arsizio-Gallarate. «Il settore del trasporto combinato europeo e in particolare i suoi rappresentanti in Italia vorrebbero assicurare il settore della logistica e i loro clienti che le nostre operazioni e i terminali di trasbordo restano aperti. Sono state prese tutte le misure preventive necessarie», scrive l'UIRR.

Le attività di carico e scarico nei terminal intermodali coinvolgono generalmente personale locale che percorre lunghe distanze. Bisogna tenere presente che il trasporto via treno è solo una parte della distribuzione delle merci, l'altra è il cosiddetto "ultimo miglio", di cui se ne occupano per lo più i camion, per arrivare al singolo negozio o al centro di immagazzinamento. Singoli camion con container, cisterne, guidati da singoli conducenti. È in queste condizioni che l'infezione può propagarsi più facilmente, ed è in questo tipo di spostamenti che gli ultimi decreti ministeriali sono intervenuti. Senza dimenticare, però, come riferiscono gli epidemiologi, che si tratta sempre di una brutta influenza a cui sono esposte, per ora, solo le persone più deboli, perché già malate o anziane, e molto più dei bambini. 

«Il trasporto combinato non accompagnato – conclude l'UIRR -, in cui il carico viaggia senza un conducente che percorre l'intero viaggio di ciascun camion, è l'ideale per facilitare i flussi di merci a lunga distanza in tutta Europa, in un momento in cui le solite catene logistiche e la continua fornitura di consumatori potrebbero essere interrotte».