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05 agosto 2020, Aggiornato alle 18,46
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Connessi o disconnessi? Il programma di Agorà Confetra 2020

Si terrà il 23 settembre, in digitale, con Pagnoncelli, Landini e i ministri Amendola, Provenzano e De Micheli. Un bilancio economico post-pandemia


Connessi o disconnessi? Industria, logistica, lavoro e le sfide del mondo post Covid è il tema scelto da Confetra per l'assemblea annuale pubblica 2020, quest'anno in versione digital event. 

L'evento, battezzato "Agorà Confetra", vedrà, come per la conferenza dell'anno scorso, la partecipazione del sondaggista Nando Pagnoncelli, il quale presenterà gli esiti del lavoro di ricerca condotto da Ipsos sulla reputatione del settore logistico pre e post emergenza Covid. Ci saranno anche il ministro per gli Affari Europei, Enzo Amendola, e quello per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano.

Si discuterà delle connessioni materiali ed immateriali del Mezzogiorno con il resto del Paese e del Paese con l'Europa; di commercio internazionale, del golden power nei settori strategici, della tutela della concorrenza e del ruolo dei ‘campioni nazionali' nel mercato comune europeo.

Ci saranno anche Vito Grassi, vicepresidente di Confindustria e Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, che si confronteranno con il presidente di Confetra, Guido Nicolini, su lavoro, competenze e capitale umano nel mondo del lavoro che cambia anche nel settore del trasporto e della movimentazione delle merci. Le conclusioni dei lavori, moderati da Marco Morino del Sole 24 Ore, saranno affidati alla ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli.

Il commento di Nicolini
«Il 23 settembre è praticamente domani dal punto di vista delle scelte politiche», ha detto Nicolini presentando il programma di Agorà 2020. «Entro quella data sarà stato convertito il DL Rilancio, approvato il DL Semplificazioni, il Parlamento avrà deciso cosa fare con il MES ed il governo avrà varato il Recovery Plan nazionale, il Piano Nazionale di Riforme e l'ex Allegato Infrastrutture, oggi Italia Veloce. Avremo quindi l'opportunità di fare un punto su quanto il settore della logistica sarà stato davvero considerato centrale nell'agenda di governo, tirando le fila di un dialogo che positivamente si è aperto durante l'emergenza Covid, e che è culminato negli Stati Generali dell'economia. Non possiamo che auspicare, nell'interesse anzitutto del Paese, che si passi rapidamente dalle visioni strategiche generali condivise al varo di provvedimenti concreti ed operativi che il nostro Settore attende da anni». Nicolini conclude ricordando che «l'Italia logistica sconta costi per 70 miliardi di euro l'anno di gap infrastrutturale ed altri 30 di oneri burocratici. Con 100 miliardi di zavorra, le nostre imprese non possono competere sui mercati globali, ma il Paese tutto finisce ai margini del commercio internazionale».