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11 ottobre 2019, Aggiornato alle 13,49
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Cnel, tre proposte di legge per il riordino di porti e logistica

Semplificare l'import-export delle merci modificando il decreto 374/90, delegare il governo in materia di logistica e continuare il lavoro di riforma della legge 84/94. Le proposte al Parlamento del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro


Semplificare la catena logistica modificanto il decreto 374/90 (che disciplina l'import-export), dando al governo una delega al riordino della materia. Infine, rimettere mano alla legge 84/94, riformata l'ultima volta tre anni fa, non per disfarla ma per continuare proprio quel lavoro di accorpamento e semplificazione avviato dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. Tre proposte di legge per semplificare il sistema portuale e della logistica italiana, attualmente confuso e frammentato. Le ha presentate in aula alla Camera il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL). I testi rappresentano il risultato finale di un lungo ciclo di audizioni svolte a Villa Lubin su istanza di Confetra rappresentata nell'assemblea del Cnel dal consigliere Nereo Marcucci - con 4 pubbliche amministrazioni, 25 associazioni di categoria e 4 organizzazioni sindacali del settore, per elaborare un testo organico in grado di superare le criticità che determinano l'appesantimento operativo della supply chain italiana ed eliminare i colli di bottiglia in tutto il processo operativo dall'arrivo-partenza della merce fin dal ritiro-consegna, focalizzando l'attenzione sui flussi di import-export che sono quelli oggi maggiormente problematici nella competizione internazionale.

Il dossier del Cnel

Le proposte presentate a Montecitorio
1.
Modifiche alla legislazione vigente per la semplificazione e la competitività del sistema della logistica italiana delle merci;
2. Delega al governo per il riordino e la semplificazione della disciplina afferente il sistema della logistica delle merci;
3. Modifiche all'articolo 1 del decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374, per la semplificazione e la competitività del sistema della logistica italiana delle merci.

La logistica, spiega il Cnel, incide sul prodotto interno lordo per il 10 per cento. Le inefficienze nelle procedure operative all'interno del sistema comportano una perdita annua di oltre 30 miliardi di euro. Un gap che penalizza gli operatori nazionali nel confronto con i competitors esteri. Le merci movimentate sull'asse Italia-Ue ed extraUe, secondo i dati del ministero dell'Economia e delle Finanze aggiornati al 2018, generano un fatturato di circa 887 mila milioni nei soli interscambi.

«Queste proposte di legge sono il frutto di un intenso confronto con amministrazioni, associazioni di categoria e sindacati del settore. Il risultato, come già annunciato al neo ministro ai Trasporti, Paola De Micheli, è un sistema coordinato e di interventi tesi a semplificare il quadro normativo per sostenere il settore della logistica delle merci italiano nella competizione con gli altri Paesi europei. Il metodo di lavoro del Cnel, quale luogo istituzionale di analisi e confronto della società civile organizzata, dimostra la valenza di processi decisionali accompagnati da una larga condivisione con gli attori sociali competenti nei settori d'intervento», commenta Tiziano Treu, presidente del CNEL.