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28 settembre 2021, Aggiornato alle 15,44
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Ciao Francesco

Figura di riferimento dello shipping italiano, Francesco Nerli è stato il padre della legge che nel 1994 ha riformato l'ordinamento portuale

Francesco Nerli

È morto Francesco Nerli, ex presidente di Assoporti, nonché presidente dei porti di Napoli e Civitavecchia. È stato uno dei principali artefici della legge 84 che ha riformato l'ordinamento portuale nel 1994, consentendo l'ingresso dei privati negli scali e l'istituzione delle Autorità portuali. Nato a Rosignano Marittimo, in provincia di Livorno, aveva 72 anni ed era da tempo malato. La redazione del Bollettino Avvisatore Marittimo e di Informazionimarittime.com esprime un sentito cordoglio alla famiglia per la perdita di un amico e di una figura di riferimento per il cluster marittimo e portuale, stimato da tutti per la passione con cui ha sempre affrontato i suoi incarichi ed impegni professionali.

Nerli era stato anche eletto alla Camera dei deputati nel 1987 e cinque anni dopo, al Senato tra le fila del Pci e del Pds ed ebbe diversi incarichi nel partito e nella Cgil. Fu pure coinvolto in una controversa vicenda giudiziaria che lo vide indagato per otto anni a causa di una cena elettorale organizzata a Napoli. Vicenda che segnò la sua vita ma che lo vide completamente assolto da ogni accusa proprio pochi mesi fa, nel giugno del 2020.

I ricordi
"Francesco Nerli è stato il capostipite e il maestro dei presidenti delle Autorità pubbliche. Un maestro in grado di affermare e difendere sempre la funzione e il ruolo del pubblico nella portualità", dice Luigi Merlo, a sua volta presidente dei porti italiani. "Francesco – ricorda Merlo – ha fatto dell'autonomia di Assoporti una bandiera della sua azione, con un'eccezionale coerenza soprattutto quando la politica voleva ridimensionarne il ruolo. Non sempre le nostre idee sulle prospettive della portualità italiana e sul ruolo delle autorità portuali coincidevano- sottolinea Merlo - anche per le diverse matrici ideologiche e politiche: ricordo discussioni lunghe e vivaci che spesso non modificavano le rispettive posizioni ma che, e non lo dico per forma, mi hanno sempre arricchito e fatto crescere. Come molti – conclude il suo ricordo Merlo - ho imparato molto da lui. E posso dire oggi che avrebbe meritato di completare il suo straordinario curriculum con un ruolo di governo anche in segno di quella riconoscenza e gratitudine che il Paese intero e non solo la portualità gli devono"

"Mi spiace molto per Francesco Nerli – dice Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti –. Ho un ricordo bellissimo di una serata con lui a giocare a biliardo al Tunnel dopo aver convinto il maestro di casa a fargli fumare il sigaro dove era supervietato, maniche rimboccate e il tocco del grande giocatore...La mattina dopo era uno dei relatori del primo convegno che avevo organizzato in occasione dello Shipping Dinner quando ero stato nominato presidente dei giovani di Assagenti. Era all'apice del potere, ma si era messo a giocare come un ragazzino, in mezzo a ragazzini. Il suo processo è una delle vergogne della nostra giustizia (ha subito a sinistra la stessa sorte di Bertolaso a destra: in Italia quando diventi così autorevole e potente tirarti giù dal piedistallo diventa sport nazionale). Sarebbe stato un ottimo ministro dei Trasporti, ma da presidente di Assoporti in fondo in fondo è stato lui un vero e proprio ministro ombra".

"Come non ricordare di Francesco Nerli quel tratto di ironia e di scanzonatura tutte toscane, dietro le quali si celava un'intelligenza, una scaltrezza politica, ma anche una fermezza di idee – afferma Pasqualino Monti, presidente dell'AdSP del Mare Sicilia occidentale ed ex numero uno di Assoporti –. Come non ricordare il suo immancabile sigaro toscano che mascherava dietro il suo fumo la fermezza alla guida di Assoporti. Ciao Francesco, grande stratega e rifondatore della portualità italiana".
 

Tag: lutto