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25 ottobre 2020, Aggiornato alle 12,46
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Camalli di Genova, bruciate 50 mila giornate

Quest'anno il traffico crollerà di un quinto, mentre la CULMV deve ancora approvare il bilancio 2019. "Vogliamo una regia imparziale"


50 mila giornate di lavoro bruciate quest'anno. È la previsione dei camalli di Genova, i portuali della CULMV, che oggi, insieme ai sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno chiesto per iscritto un confronto con l'Autorità di sistema portuale della Liguria Occidentale e i terminalisti.

La Compagnia Unica Lavoratori Merci Varie Paride Batini chiede all'autorità di sistema portuale, guidata da Paolo Signorini, una serie di interventi importanti: l'adeguamento sulle tariffe e gli investimenti, la chiusura di bilancio 2019. La Compagnia vorrebbe procedere con «una regia e un arbitro imparziale per ricercare le soluzioni atte a dare continuità e solidità a un modello di organizzazione del lavoro che negli anni ha significato un punto di forza per le imprese e i lavoratori del nostro scalo».

Le associazioni di categoria hanno delineato un 2020 molto difficile per il porto capoluogo della Liguria, di forte contrazione. Numeri che, provenienti da uno dei principali porti d'Italia, indicano una situazione grossomodo generale, a parte qualche eccezione. Solo a Genova si prevedono per fine anno un quinto di navi transitate in meno, con una flessione delle merci di poco inferiore. I container dovrebbero perfere circa il 15 per cento per cento, i passeggeri crolleranno intorno al 60 e le crociere al 90 per cento. Da qui il numero altissimo di ore di lavoro in meno. «Bastano questi numeri a spiegare chiaramente le nostre preoccupazioni», si legge in una nota dei sindacati e della CULMV.

Tag: genova - lavoro