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05 aprile 2020, Aggiornato alle 09,50
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Cabotaggio, verso il rincaro delle tariffe dell'autotrasporto

Dal primo gennaio Grimaldi, GNV e Tirrenia applicheranno un "Environmental Sulphur Surcharge IMO 2020" fino a 8 euro per metro lineare. Gli operatori chiedono al governo un correttivo


Rincari fino al 25 per cento per chi trasporta merci su mezzi pesanti imbarcandosi sui traghetti in giro nel Mediterraneo, diretti alle isole italiane. Lo annunciano le compagnie di cabotaggio Grimaldi, Grandi Navi Veloci e Tirrenia-Moby che dal primo gennaio applicheranno un environmental sulphur surcharge IMO 2020, un supplemento che va dai 5 agli 8 euro a metro lineare per compensare i maggiori costi del carburante.

Dall'anno prossimo, infatti, entrerà in vigore la nuova normativa internazionale dell'International Maritime Organization (IMO) che taglierà di sette volte il tenore di zolfo consentito nel bunker, riducendolo dal 3,5 allo 0,5 per cento di massa/massa. 

La reazione degli operatori non si è fatta attendere, trattandosi di un supplemento oneroso per le società di autotrasporto, chiedendo in particolare l'intervento della Regione Sardegna affinché chieda al governo un correttivo. «I calcoli sui sovracosti tariffari restituiscono cifre da capogiro per le aziende artigiane di autotrasporto, che come è doveroso ricordare rappresentano ben il 73 per cento del totale delle imprese in Sardegna», ha detto Valentina Codonesu, responsabile per la Sardegna di Cna-Fita. Tante le segnalazioni di «protesta ed esasperazione» arrivate ai sindacati. Codonesu riferisce di analisi fatte sui traffici settimanali, mensili e annuali, prevedendo aumenti per centinaia di migliaia di euro l'anno per le società di autotrasporto, segnando «una distanza incolmabile dei nostri operatori con le aziende concorrenti della penisola e siderale con la concorrenza europea».

«Ci siamo spesso sentiti soli - conclude Francesco Pinna, presidente Cna-Fita Sardegna - come se questo fosse un problema del solo autotrasporto e non dell'intera economia isolana. Oggi finalmente anche le imprese di altri comparti dialogano con noi riconoscendo che questa è una priorità dell'intero mondo produttivo e dei servizi, e che le rivendicazioni di condizioni di competitività paritarie sono interesse comune e condiviso».