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27 settembre 2021, Aggiornato alle 13,33
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Infrastrutture

Bunker di gas nei porti, accordo Rina-EMSA

Contratto quadro con l'Agenzia europea per la sicurezza marittima. La società di classificazione sarà consulente delle autorità portuali per la fattibilità dei depositi costieri nel Mediterraneo, Mar Nero e Caspio

(kees torn/Flickr)

La società ingegneristica e di classificazione navale Rina si è aggiudicata un contratto quadro dall'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) per progetti di stoccaggio che aumentino la disponibilità di bunkeraggio di gas naturale liquefatto nei porti di Mediterraneo, Mar Nero e Mar Caspio.

L'accordo dura quattro anni e copre 22 Paesi con determinate regioni interne, ed è possibile ampliarlo includendo nel tempo altre aree. Mira a ridurre l'impatto ambientale dei mezzi navali aumentando l'offerta di questo combustibile. In questa prima fase storica di distribuzione di un prodotto così innovativo, la destinazione principale sarà verso traghetti e navi da crociera. Si cercherà di capire insieme alle autorità portuali quali sono le zone migliori dove installare depositi costieri, la loro fattibilità finanziaria, la sicurezza, eventuali lacune normative. Verranno fatti studi di fattibilità, sui criteri di accettazione del rischio, analisi del sito, analisi nautica, verranno identificati i pericoli e i rischi di collissione navale.

Rina ha a disposizione otto diversi tipi di depositi, in base al quale il cliente potrà scegliere a seconda del tipo di porto che amministra. «Questo contratto ridurrà il divario di capacità tra i paesi e garantirà un'attuazione coerente, efficace e uniforme delle regole internazionali per la sicurezza marittima, la protezione e la prevenzione dell'inquinamento da navi nel Mediterraneo, nel Mar Nero e nel Mar Caspio», commenta Angelo Lo Nigro, Energy Engineering Solutions Senior Director del Rina.

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