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19 ottobre 2018, Aggiornato alle 10,09
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Cultura - Infrastrutture

Baglietto, 130 anni di industria navale

Una rassegna fotografica ha ripercorso la storia dei cantieri di Varazze, tra evoluzione tecnica e mondanità


di Stefano BriataDL News

 

La rassegna fotografica tenutasi fino al 1° maggio al Palazzo San Giorgio di Genova, ha portato in mostra foto e modellini di imbarcazioni, che hanno segnato la storia dei Cantieri Navali di Varazze, dalla sua fondazione agli anni '80. In questo contesto non è stata descritta solo la storia della fondazione dei cantieri e le sua produzione di barche, ma anche la storia dell'industria navale che ha lasciato un segno importante in Italia e nel mondo, non solo fatta di barche, ma anche di aeroplani per un limitato periodo, e di mondanità.

 

La mostra, curata da Emanuela Baglietto, racconta 130 anni di storia dell'omonimo cantiere navale. L'avventura inizia con Pietro Baglietto nel 1854 grazie al suo laboratorio di maestro d'ascia; nel 1858 apre un piccolo cantiere in località Solaro; nel 1876 costruisce la sua prima barca da regata (la Rosy); nel 1888 costruisce una piccola barca in onore di Papa Leone XIII, un omaggio della città di Varazze. Nel 1890 lo affianca il figlio Bernardo nel nuovo cantiere, molto aperto alle novità, dove nel 1905 costruisce il primo yacht automobile, il Giuseppina di 33 metri, a quell'epoca il più grande d'Italia; nel frattempo, nel cantiere di Levante, a Santa Caterina, escono i primi cutter yacht da crociera velocissimi e i primi cruiser da competizione, che, grazie al successo ottenuto alla gara nautica del Principato di Monaco, si apre la strada del mercato estero.

 

Pietro Baglietto e i figli Bernardo e Giobatta sono affascinati dal mito della velocità, per cui si tuffano con entusiasmo nella realizzazione di scafi veloci a vela e a motore, ma notevole impulso tecnico verrò dato dal fratello Vincenzo Vittorio che, dopo la laurea in ingegneria navale a Glasgow nel 1921 entrerà nel Genio Militare dell'Aereonautica e affianca gli stessi fratelli nell'attività familiare. Tra il 1925 e il 1938 le loro imbarcazioni conquistano premi in competizioni e record mondiali di velocità, tutte motorizzate FIAT, Alfa Romeo e Isotta Fraschini. Tuttavia, agli inizi del XX secolo molti cantieri navali liguri si estinsero, ma i Baglietto riuscirono a resistere e ad introdurre novità come i canotti automobili, barche a vela, barche da pesca e le lance di servizio per i cantieri navali di Sestri Ponente. Descrivendo brevemente dei canotti automobili, essi sono chiamati così perché inizialmente montavano i motori automobilistici inglesi e francesi a prua, in attesa della produzione dei veri motori marini italiani e americani.

 

Grazie ai successi ottenuti, il cantiere Baglietto continuerà a studiare novità e a sviluppare progetti in vari settori. Infatti, sarà tra i primi a sperimentare le carene idroplano, le carene aliscafo per le navicelle dei dirigibili e a studiare l'equilibrio tra leggerezza e resistenza degli scarponi, delle ali e delle fusoliere degli idrovolanti tanto da erigere nel 1915 un cantiere per la loro costruzione. Accanto alla costruzione degli scafi in legno massello, a carvel o a clinker, realizzerà quelle in compensato per il settore aeronautico e poi marino; nel 1935 sarà tra i primi a sperimentare gli scafi in allumino, e nel 1971 quelli in lega leggera.