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14 maggio 2021, Aggiornato alle 20,04
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Infrastrutture

Avviata ad Ancona la digitalizzazione per il tracciamento dei traghetti

Si tratta di un innovativo processo di controllo del trasporto dei mezzi in sbarco e in imbarco sui ferry e in prospettiva sui container


Nel porto di Ancona è stato avviato il progetto dell'Agenzia delle Dogane e Monopoli (ADM) per la digitalizzazione delle procedure doganali nello scalo marchigiano. Si tratta, assicura l'Autorità di sistema portuale, di un avanzato e innovativo processo di controllo digitale e di tracciamento del trasporto dei mezzi in sbarco e in imbarco sui traghetti e in prospettiva sui container all'interno dello scalo dorico.

Il progetto TinS-Trasferimento in sicurezza, cofinanziato dall'Unione europea con il progetto Smart-C e condiviso da ADM, Autorità di sistema portuale e Guardia di Finanza, è iniziato in via sperimentale a giugno 2018. Questo ha permesso di spostare tutti i mezzi pesanti che sostavano nel Porto Antico di Ancona, per espletare le pratiche doganali in un'area doganale esterna al porto, il terminal intermodale Scalo Marotti, spazio strategico acquistato dall'Autorità di sistema portuale da RFI che lo intendeva dismettere. La sperimentazione ha già permesso di ridurre la percorrenza dei mezzi pesanti all'interno del porto con un risparmio annuo stimato in circa 60 mila chilometri complessivi, con la conseguente diminuzione delle emissioni a ridosso della città.

Grazie al sistema di intelligenza artificiale acquisito dall'Autorità di sistema portuale e messo a disposizione di ADM, Guardia di Finanza e operatori dello scalo, i mezzi in imbarco e sbarco vengono seguiti in tempo reale in ogni loro spostamento durante l'intero percorso che li conduce allo scalo Marotti alle aree di imbarco e viceversa. Ogni anomalia viene segnalata automaticamente senza la necessità di un controllo diretto e continuo da parte del personale.
 

Tag: porti - dogane - ancona