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13 agosto 2020, Aggiornato alle 19,36
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Assarmatori sollecita l'adeguamento di Marebonus

Secondo Messina l'incentivo non è sufficiente a coprire gli investimenti e gli ingenti costi che le compagnie di navigazione si trovano ad affrontare

Stefano Messina

Marebonus, da solo, non basta. Ad affermarlo è una nota di Assarmatori indirizzata al governo, nella quale si sottolinea come l'incentivo riconosciuto alle imprese di trasporto per sostenere lo sviluppo delle Autostrade del Mare attraverso il trasferimento crescente (come accaduto) di camion dalla terra al mare, non è oggi sufficiente per coprire gli impatti sulla filiera degli investimenti e degli ingenti costi che le compagnie di navigazione si trovano ad affrontare; entrambi derivanti dall'adeguamento delle navi alla normativa Imo (International Maritime Organization) che entrerà in vigore fra due settimane imponendo l'utilizzo di combustibile con tenore di zolfo non superiore allo 0,5% o in alternativa l'uso di scrubbers o il ricorso al gas Gnl. Soluzioni che comporteranno un aumento dei costi di rifornimento stimato tra il 20 e il 30%.

I nuovi oneri dovranno essere inevitabilmente assorbiti nel prezzo del servizio di trasporto marittimo e quindi dall'intera filiera del trasporto fino al consumatore finale, anche se Assarmatori non può non condividere le preoccupazioni delle imprese di trasporto, a loro volta costrette a operare sul confine sottile dell'equilibrio di bilancio e ad affrontare la resistenza da parte dei loro clienti a compensare gli aumenti di costo che si troveranno ad affrontare. Secondo Stefano Messina, presidente di Assarmatori, che ha parlato a margine del convegno "Noi, il Mediterraneo" organizzato a Palermo dall'Autorità di Sistema Portuale, "Si profila il rischio di compromettere una delle più brillanti operazioni realizzate dallo shipping italiano: le Autostrade del Mare, che hanno ridotto drasticamente sia il traffico pesante su strade e autostrade, sia i livelli di inquinamento e il numero di incidenti, fornendo al Paese l'unica vera chiave di compattamento economico fra Nord e Sud".

Assarmatori ritiene indispensabile che il governo e in particolar modo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, si facciano carico del problema attraverso misure straordinarie che consentano da un lato alla flotta operante sulle Autostrade del Mare di affrontare i maggiori costi di adeguamento alla normativa internazionale, dall'altro di non incidere sulla competitività delle aziende dell'autotrasporto che opteranno per l'opzione mare - oggi ancora più green - con gli oneri che ne conseguiranno. Serve una più generale condivisione degli oneri certamente attraverso una trasmissione degli stessi al consumatore finale, ma anche attraverso un potenziamento degli incentivi all'impiego della mobilità marittima che permetta alle imprese di trasporto di equilibrare i nuovi aumenti, ribadendo in questo modo gli obiettivi previsti dall'incentivo Marebonus e che ora rischierebbero di essere compromessi.