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15 novembre 2019, Aggiornato alle 12,42
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Infrastrutture

Al via primo bunkeraggio nel porto di Cagliari

Con il rifornimento di Jaohar Rima parte il primo servizio dedicato. Effettuato da Saras, fa il pieno anche con bunker allo 0,5 per cento di zolfo

Jaohar Rima in fase di rifornimento

Con il rifornimento della portacontainer Jaohar Rima ha preso il via, questa mattina, il primo servizio di bunkeraggio del porto di Cagliari, che si propone così come hub per il rifornimento di carburante delle numerose navi in transito nel Mediterraneo Sud-occidentale.

La società che si occupa del servizio è Saras, con l'ausilio di un'apposita unità navale dotata di particolari sistemi di sicurezza ed equipaggio specializzato. Sarà in grado di effettuare bunkeraggio  sia in banchina che direttamente in mare, dai carburanti tradizionali utilizzati per la navigazione al diesel marino, fino ai nuovi "fuel oil" a basso contenuto di zolfo (pari allo 0,5% massa/massa), così come stabilito dalla normativa internazionale IMO 2020. Combustibili, tra l'altro, come reso noto da Saras, saranno prodotti localmente nella raffineria di Sarroch.

Un servizio all'avanguardia in Italia, secondo l'Autorità di sistema portuale della Sardegna, la quale da oltre un anno e mezzo segue il progetto promuovendolo ai gruppi armatoriali sia crocieristici che dello shipping in generale. «È un'ottima notizia che attendevamo da tempo - commenta Massimo Deiana, presidente dell'authority - per la quale abbiamo valutato il servizio di bunkeraggio come un non trascurabile elemento di attrattività dello scalo. Un ulteriore e necessario salto di qualità, che conferisce competitività al sistema portuale dell'osola con un servizio innovativo e moderno che prende il via in un momento di piena rivoluzione del settore del bunkeraggio a livello internazionale e per il quale ci troveremo non solo preparati, ma già avanti con gli ultimi ritrovati ad emissioni prossime allo zero». «Devo ringraziare particolarmente la Saras – conclude Deiana - che ha dimostrato grande sensibilità alle nostre sollecitazioni, accettando la sfida a svolgere questo tipo di servizio, contribuendo alla crescita commerciale e sostenibile della Sardegna, ma anche alla Capitaneria di porto di Cagliari che ha messo in campo la massima professionalità tecnica per la regolamentazione di un servizio così importante, con elementi di grande delicatezza e complessità».