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16 luglio 2024, Aggiornato alle 19,41
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Acquisizione Hyundai Marine, industriali sudcoreani contrari all'ingresso di Hapag-Lloyd

Secondo la Federation of Korea Maritime Industries e la Busan Port Development Association anche solo la vendita di una quota di minoranza renderebbe il Paese più fragile sull'export

(Thomas Timlen/Flickr)

Un pezzo rilevante degli industriali e portuali sudcoreani contestano la partecipazione di Hapag-Lloyd alla gara per l'acquisizione di una quota di minoranza – il 20 per cento - di Hyundai Merchant Marine, gruppo controllato parzialmente (non a maggioranza) dallo Stato della Corea del Sud. L'operazione di acquisizione di questo venti per cento, secondo fonti finanziarie, dovrebbe aggirarsi sui 3,8 miliardi di dollari.

La Federation of Korea Maritime Industries (FKMI) e la Busan Port Development Association hanno scritto in un comunicato congiunto la loro contrarietà all'eventualità che Hapag-Lloyd acquisisca un quinto delle quote di Hyundai Merchant Marine. Rappresenterebbe un problema per «l'economia e la sicurezza nazionale» della Corea del Sud, scrivono le due associazioni, che sono preoccupate «per il deflusso di beni nazionali di inestimabile valore» che comporterebbe, «come le risorse di trasporto container del nostro paese, i terminal portuali e il know-how accumulato nel corso di decenni».

Secondo le due associazioni l'acquisizione seppur di una quota di minoranza da parte di un soggetto straniero esporrebbe il paese a una consistente fragilità nel trasporto mercantile. Le due associazioni portano a esempio i colli di bottiglia logistici che hanno caratterizzato la ripresa economica post-pandemia, tra la fine del 2020 e soprattutto nel corso del 2021. In quel periodo parecchie navi delle rotte internazionali hanno saltato lo scalo di Busan mettendo in difficoltà gli esportatori sudcoreani. Per aiutarli, HMM schierò navi aggiuntive che permisero a una buona parte delle merci bloccate di essere esportate. Una cosa del genere sarebbe più difficile da fare se nel gruppo partecipano soggetti stranieri. Per questo, il mantenimento di un controllo nazionale su HMM «è una risorsa indispensabile per la nostra economia orientata all'esportazione».

La Korea Development Bank e la Korea Ocean Business Corp, che detengono quasi il 40 per cento delle azioni di HMM, a luglio scorso hanno lanciato offerte per aumentare la loro partecipazione. La Korea Development Bank prevede di convertire alcune delle sue obbligazioni in HMM in ulteriori azioni, il che potrebbe portare la quota statale al 57,87 per cento. Al momento le offerte per l'acquisizione di una quota di minoranza sono arrivate, oltre che da Hapag-Lloyd, da tre soggetti sudcoreani: il gruppo logistico LX Pantos, l'armatore di protarinfuse Pan Ocean Harim e la società di pesca e logistica Dongwon.

«A nome di cinque milioni di famiglie che dipendono dall'industria marittima – concludono le due associazioni - chiediamo che venga bloccata la vendita di HMM a un soggetto estero per stabilizzare la catena di approvvigionamento del nostro Paese».

Le offerte per HMM si sono chiuse lunedì e si prevede un mese di due diligence prima che venga scelto un acquirente preferito. A questa seguiranno le trattative prima della firma del contratto di vendita.

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Tag: economia