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22 febbraio 2019, Aggiornato alle 16,38
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Infrastrutture

A Fincantieri-Italferr-Salini la ricostruzione del Morandi

Il commissario alla ricostruzione, Marco Bucci, telefona all'escluso, Luigi Cimolai. Un anno di lavori ma dopo aver sgomberato il Polcevera dalle macerie

Il modellino di Renzo Piano

Sarà una cordata formata da Fincantieri, Salini Impregilo e Italferr a ricostruire la parte del viadotto di Polcevera – o ponte Morandi – crollato il 14 agosto.

Secondo quanto ricostruiscono i giornali, lunedì il commissario e sindaco di Genova, Marco Bucci, ha informato Luigi Cimolai, presidente della Cimolai spa, che non sarà la sua azienda ad occuparsi della ricostruzione, che aveva portato quattro progetti, di cui tre firmati da Santiago Calatrava. Si è preferito il candidato da subito favorito, il trio Salini Impregilo, Fincantieri e Italferr, quest'ultimo disegnatore del progetto che, secondo gli stessi interessati, si ispira a quello di Renzo Piano, presentato a inizio settembre dopo un vertice con Regione Liguria, Comune, Autostrade per l'Italia e Fincantieri.

Dovrebbe costare 230 milioni, secondo le stime iniziali dei progettisti. Un anno di lavori, a partire dallo sgombero delle macerie che richiederà ancora tempo visto che ci sono pezzi del ponte sopra i palazzi e due grossi tronconi a terra.

«Sarà in piedi a fine 2019 e all'inizio del 2020 al massimo verrà inaugurato, magari addirittura a fine dicembre», rassicura il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, a Radio anch'io.