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23 settembre 2022, Aggiornato alle 21,13
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9,5 miliardi di profitti per Hapag-Lloyd nel primo semestre

La tariffa di nolo marittimo media è stata di 2,855 dollari per TEU, del 77 per cento superiore al primo semestre del 2021


I noli marittimi fanno decollare il primo semestre dell'anno di Hapag-Lloyd. La compagnia marittima tedesca ha chiuso il bilancio con profitti per 9,5 miliardi di dollari (+9,2%), con un ebitda di 10,9 miliardi e un ebit di 9,9 miliardi. Come afferma l'armatore, è probabile che anche il secondo semestre resti su questi livelli. Per l'intero 2022 si prevedono profitti intorno ai 20 miliardi, con un ebitda tra 19,5 e 21,5 miliardi e un ebit tra 17,5 e 19,5 miliardi.

Complessivamente, per Hapag-Lloyd i volumi di trasporto nella prima metà del 2022 sono stati in linea con quelli del primo semestre 2021, pari a circa 6 milioni di TEU. 

La congiuntura positiva è stata determinata da una combinazione di dollaro forte e una tariffa di nolo media più alta del 77 per cento rispetto al primo semestre 2021, 2,855 dollari per TEU rispetto a 1,612 dollari. «Abbiamo beneficiato di tariffe di trasporto significativamente superiori e osserviamo una performance aziendale straordinariamente forte. Allo stesso tempo, paghiamo un forte aumento dei costi un po' ovunque, cosa che esercita una maggiore pressione sui nostri costi unitari», spiega Rolf Habben Jansen, CEO di Hapag-Lloyd. Le spese per la movimentazione di container e navi charter si sono fatte più elevate e il prezzo medio del bunker è aumento del 67 per cento rispetto al primo semestre del 2021: da 421 dollari per tonnellata a 703. «Stiamo attualmente vedendo i primi di un allentamento dei tassi spot sul mercato. Tuttavia, ci aspettiamo una buona seconda metà dell'anno», conclude Habben Jansen.

Che la tariffa di trasporto sia la principale entrata si riscontra nei ricavi, aumentati del 9,4 per cento a 18,6 miliardi, rispetto ai 17 miliardi del primo semestre 2021.

Comunque sia, il contesto di mercato resta fragile. La catena di approvvigionamento globale rimane sotto pressione, caratterizzata da colli di bottiglia e scarsa capacità dei grandi porti industrializzati di assorbire velocemente i picchi ciclici delle spedizioni. Per di più, in Europa c'è una guerra. Di conseguenza, i tempi di consegna si fanno più lunghi per navi e container.