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Porto di Napoli
16 novembre 2018, Aggiornato alle 11,30
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Vito Grassi nuovo presidente Unindustria Napoli

Per l'imprenditore partenopeo, il Mezzogiorno ha bisogno di una politica industriale che metta al centro la competitività


L'Assemblea dell'Unione Industriali di Napoli ha eletto Vito Grassi alla presidenza dell'associazione, in sostituzione di Ambrogio Prezioso. Cinquantanove anni, laureato in Ingegneria Civile Idraulica, Grassi è alla guida di Graded Spa, attiva nella progettazione, sviluppo, costruzione, e gestione di impianti tecnologici e di produzione energia ad alta efficienza, che annovera importanti e prestigiosi clienti sui mercati  locali ed internazionali. Nel 2006 ha inoltre creato, in joint-venture con la Stim Srl di Latina, la Grastim Srl, certificata ESC, "energy service company", impegnata nella costruzione e la gestione di impianti di cogenerazione ad alta efficienza energetica per il mercato primario dell' industria manifatturiera, in espansione sui mercati esteri.

 

Ad affiancare il presidente Grassi nel Comitato di presidenza saranno i vice presidenti:

 
Maurizio Manfellotto Innovazione e competitività nel manifatturiero. Trasformazione digitale

 

Armando Brunini Promozione internazionale dell'Impresa napoletana


Francesco Tavassi Economia del mare


Maurizio Capotorto Infrastrutture materiali, Trasporti e Relazioni industriali
Vincenzo Napolitano Energia ed Ambiente


nonché i vice presidenti di diritto, ovvero: la presidente del Gruppo Piccola Industria Anna Del Sorbo (delegata a "Sviluppo associativo, Reti d'impresa e Responsabilità sociale") e il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Vittorio Ciotola (delegato a "Start up, Legalità e Passaggio generazionale").

 

Il programma del neopresidente Vito Grassi


Napoli, il Mezzogiorno, il Paese, l'Europa hanno bisogno di una politica industriale che metta al centro la competitività delle aziende. Vanno create condizioni per il rilancio di un'impresa manifatturiera nel senso più ampio, tenendo conto dell'intera catena del valore, incluse le fasi precedenti e successive al processo produttivo. Un manifatturiero al passo con la trasformazione digitale in atto. Per il nuovo presidente di Unione Industriali Napoli, Vito Grassi, è questa la priorità strategica da perseguire per il sistema associativo, in una visione di una società inclusiva, non limitata dunque al mero interesse di categoria, in cui l'impresa e ancora più gli imprenditori sappiano assumersi la responsabilità sociale di promuovere la crescita del territorio.


Il Programma di Presidenza indica alcune linee direttrici per un territorio più competitivo e capace di attrarre capitali d'investimento: diffondere la cultura d'impresa, del merito, della responsabilità, del risultato atteso e del risultato raggiunto. Per conseguire l'obiettivo occorre rimuovere ostacoli che frenano lo sviluppo del Paese e soprattutto del Sud: infrastrutture carenti e che spesso non ‘dialogano' tra loro, amministrazioni inefficienti, pressione fiscale molto alta, giustizia civile con tempi intollerabili per l'economia, costo dell'energia superiore di quasi il 28% a quello europeo e ancora più elevato nel Mezzogiorno.

 

Un Sud in cui, più che altrove, bisogna inoltre combattere la subcultura criminale promuovendo Istruzione e Lavoro come Valori prima ancora che opportunità. Per lo sviluppo economico e sociale è necessaria la crescita dimensionale delle imprese, spesso con strutture insufficienti per competere sul mercato globale. Bisogna distinguere tra proprietà, governo e gestione delle aziende, aprirsi a capitali e presenze manageriali, favorire le diverse forme di aggregazione. Un percorso comune che si estende anche all'ambito associativo, in cui si continueranno a rafforzare forme di collaborazione già avviate, come con Assolombarda e con Confindustria Puglia.

 

Impresa 4.0 sarà un orizzonte strategico ineludibile per l'azione della nuova Presidenza. I rapporti con università, centri di competenza e digital innovation hub saranno indirizzati sia alla promozione dell'innovazione tecnologica e organizzativa, sia alla questione centrale della formazione di nuovi profili professionali e di nuove competenze e abilità indispensabili per la modernizzazione delle imprese e degli stessi assetti sociali e istituzionali. La promozione internazionale delle imprese napoletane, l'attuazione dei grandi progetti di riconversione e rigenerazione urbana, dai Campi Flegrei a Napoli Est, a Pompei e area vesuviana, l'attuazione della Zona Economica Speciale, la valorizzazione dei grandi nodi di trasporto, affiancando, a un aeroporto di Capodichino già con numeri da record, il rilancio del porto e il suo definivo collegamento con stazione ferroviaria e interporti: sono altrettanti capitoli di un itinerario di crescita solo avviato e da consolidare e sviluppare in tempi rapidi.