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18 maggio 2022, Aggiornato alle 10,46
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Trasporto pellet di plastica a rischio per l'ambiente. Lo studio

International Pollutants Elimination Network (IPEN) e The Centre for Environmental Justice (CEJ) analizzano l'incidente della nave X-Press Pearl

L'incidente della X-Press Pearl

I sinistri marittimi possono determinare gravi inquinamenti da idrocarburi, ma a bordo delle navi vengono trasportate anche altre sostanze che risultano dannose se disperse nell'ambiente, come i pellet di plastica, che dunque dovrebbero essere inseriti nella categoria delle merci pericolose. È questa la tesi espressa nel rapporto "X-Press Pearl: a new king of oil spill. A toxic mix of plastics and invisible chemicals", elaborato dalle organizzazioni ambientaliste International Pollutants Elimination Network (IPEN) e The Centre for Environmental Justice (CEJ) e incentrato sull'affondamento della portacontainer X-Press Pearl avvenuto nel maggio del 2021 nei pressi del porto di Colombo. 

Dal documento scopriamo che quello della X-Press Pearl è stato l'incidente marittimo che ha causato la più consistente dispersione mai avvenuta nell'ambiente di pellet di plastica, ben 1.680 tonnellate di granuli di materiale plastico. La ricerca condotta ha rilevato nel pellet trasportato dalla nave la presenza di sostanze chimiche assai dannose per l'ambiente e per l'uomo. Parliamo di un mix di bisfenoli che alterano il sistema endocrino, metalli che non hanno limiti di esposizione che possono essere considerati sicuri, IPA cancerogeni, plastica tossica additivi e soda caustica corrosiva. L'incidente della X-Press Pearl, evidenzia lo studio, equivale ad un vero e proprio "sversamento di petrolio".