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24 settembre 2018, Aggiornato alle 17,23
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SosLog e Lloyd’s Register lanciano il marchio di logistica sostenibile

La certificazione indicherà l'impegno delle imprese per l'ambiente e i virtuosi processi aziendali e sociali


SosLog - Associazione per la Logistica Sostenibile e l'organismo di certificazione Lloyd's Register annunciano il lancio di un protocollo che mira ad oggettivare e riconoscere, attraverso uno specifico marchio, l'impegno delle imprese per una maggiore sostenibilità ambientale, economica e sociale dei propri processi di logistica e supply chain. L'intento dichiarato dell'iniziativa è quello di supportare gli operatori logistici, le aziende manifatturiere e gli operatori della grande distribuzione nel loro percorso di innovazione e sviluppo sostenibile.


Un marchio, spiegano i due enti, che potrà aiutare il consumatore finale a sviluppare una maggiore consapevole nell'acquisto di prodotti trasportati/immagazzinati e movimentati/distribuiti con processi sostenibili dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Una nuova possibilità per orientarci davanti ad un banco di un supermercato o mentre effettuiamo la scelta per la consegna di un acquisto online riconoscendo il contributo alla catena del valore che la logistica ha sulla nostra quotidianità.

Il protocollo introduce, per la prima volta nei processi di logistica e supply chain, anche il tema della sostenibilità economica e sociale perché sono sempre più evidenti i rischi di comportamenti e modalità degenerative su molti processi di trasporto, movimentazione, magazzinaggio e distribuzione, conseguenza di una pressione al ribasso sui prezzi non più sostenibile e frutto di una percezione errata del valore della logistica e del suo contributo all'industria manifatturiera e per ciò che attiene ai nuovi modelli di consumo e di e-commerce.


Il protocollo nasce allora come strumento con cui le aziende potranno sviluppare un proprio modello di sostenibilità perseguendo nel tempo obiettivi strutturati e adeguati al proprio livello di consapevolezza e necessità. Un percorso personalizzato che permetterà di calare il tema della sostenibilità ambientale, sociale ed economica nella propria organizzazione attraverso una guida predefinita e riconosciuta.


Il protocollo, chiariscono i sottoscrittori, è ovviamente un percorso volontario: l'azienda da una parte non è obbligata a norme cogenti e dall'altra può vantare l'impegno nel perseguire un obiettivo di sviluppo sostenibile quale elemento differenziante con i propri competitor e valorizzante per i propri clienti diretti ed indiretti. Un esempio tangibile per evitare l'autoreferenzialità dei risultati, sempre più sbandierata nelle pratiche di greenwashing, e che per di più sarà riconosciuto da Lloyd's Register oltre i confini nazionali.


Il protocollo per la logistica sostenibile garantisce l'adattamento ai nuovi standard GRI e ISO integrandone i principi e la nuova struttura metodologica offrendo vantaggi concreti, sia dal punto di vista dello sviluppo del modello e delle relative attività di implementazione, sia per ciò che riguarda le attività di audit. Le aziende in questo modo si preparano già alla transizione ai nuovi schemi certificativi. L'adesione al protocollo rappresenterà una chiara oggettivazione del proprio impegno di sostenibilità, come leva commerciale, promozionale e di cambio culturale, attraverso un marchio che potrà essere esposto ufficialmente sui propri mezzi, gli asset, i prodotti e su tutto il materiale promozionale. Un supporto che faciliterà tutti i portatori di interesse nella valutazione della coerenza tra quanto viene dichiarato e quanto viene effettivamente fatto nei confronti della sostenibilità da parte delle imprese.