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25 settembre 2026, Aggiornato alle 15,13

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Sciopero nei porti campani: nessun accordo tra sindacati e AdSP sui contributi negati ai lavoratori

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti proclamano lo stop delle attività a metà ottobre nei tre scali regionali di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia


Niente da fare. Si è chiuso senza un accordo il confronto con Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti voluto dai vertici dell'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale per discutere della mancata erogazione, nell'ultimo biennio, dei contributi previsti dal Decreto rilancio del 2020 per le compagnie portuali (contributi di ristoro ex art. 199 D.L. 34/2020) a favore delle lavoratrici e dei lavoratori della Culp di Napoli e della Culp Flavio Gioia di Salerno. Risultato? La proclamazione da parte dei sindacati di due giorni di sciopero, il 15 e 16 ottobre, negli scali di Napoli e Salerno e Castellammare di Stabia. Le organizzazioni dei lavoratori confermano insomma l'astensione precedentemente annunciata per l'11 e il 12 settembre e successivamente sospesa in attesa proprio dell'incontro con il presidente dell'AdSP Eliseo Cuccaro. 

La "linea di rigida chiusura" assunta dal vertice dell'Authority campana è stata denunciata con decisione dalle organizzazioni sindacali, che in una nota congiunta spiegano che, da un lato, è giunta "la conferma del diniego totale sui fondi dell'annualità 2025, dall'altro la generica disponibilità ad avviare soltanto ora un'istruttoria per il 2026. Una posizione decisamente tardiva, considerando che l'anno in corso volge ormai al termine, e del tutto inidonea a garantire le risposte necessarie alla tenuta del settore. L'Autorità Portuale rifiuta così di adempiere al proprio ruolo primario di tutela sociale e di garanzia per le lavoratrici e per i lavoratori di cui all'articolo 17 della legge 84/94".

Per giustificare la sua posizione, il presidente dell'AdSP Eliseo Cuccaro ha spiegato sulle pagine del quotidiano Il Mattino "che per il 2025 non ci può essere più nessuna erogazione visto che non erano state previste uscite e visto, soprattutto, che parliamo di un ente pubblico con bilancio chiuso. Sei lavoratori ritengono di avere diritto ai fondi anche per il 2025, l'unica strada che vedo percorribile è quella giudiziaria. Solo la magistratura può autorizzare una elargizione non prevista nel bilancio. Per il 2026 ho detto, e lo ribadisco, che siamo pronti ad aprire una verifica sulla richiesta dei sindacati. Dobbiamo avere certezza giuridica ed economica: non saremo certo noi a negare un diritto. Dobbiamo essere certi, però, che il diritto esiste e che ci sia la necessaria copertura economica".

Al di là delle inconciliabili posizioni, rimangono le due pesanti giornate di sciopero accompagnate dal rammarico per una contrapposizione tra l'ente portuale e i sindacati di cui nessuno sentiva il bisogno in questa fase così complessa dell'economia e che potrebbe avere ripercussioni anche in altre Authority d'Italia. Un'amarezza ribadita dal comunicato congiunto dei sindacati: "Se l'AdSP – scrivono – pensa di poter abdicare alla propria funzione sociale e di equilibrio del sistema portuale, scaricando posizioni ideologiche ed inefficienze gestionali sull'anello più debole della filiera, troverà una risposta ancora più compatta e determinata da parte di tutta la comunità delle lavoratrici e dei lavoratori portuali".