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24 settembre 2018, Aggiornato alle 17,23
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Registro Internazionale, Filt-Cgil: "In vent'anni ha generato occupazione e crescita economica"

Il sindacato mette però in guardia contro l'eccessiva litigiosità del settore e la mancanza di chiarezza politica


Il Registro Internazionale italiano, creato nel 1998 e nel quale sono iscritte le navi adibite esclusivamente a traffici commerciali internazionali, ha generato in questi anni un effetto positivo su occupazione ed economia. Lo sottolinea in una nota la Filt-Cgil. L'organizzazione sindacale ricorda che la norma che ha istituito il Registro è stata "sostenuta con convinzione sin dalla sua origine dall'intero cluster marittimo" ed ha prodotto una recuperata competitività del sistema, in termini di sviluppo della flotta di bandiera italiana (oltre che di relativo gettito erariale), permettendo di occupare molte migliaia di lavoratori marittimi italiani e comunitari in un rapporto complessivo direttamente proporzionale. "Basti pensare – precisa la Cgil - che la bandiera italiana occupa oggi il primo posto nel mondo per numero di marittimi italiani e comunitari impiegati, pari nel 2017 a oltre 38 mila".

 

Superare l'autolesionismo
"Tuttavia, per ragioni poco costruttive - spiega il sindacato - il settore è da qualche tempo afflitto da una forma di autolesionismo che non si addice ad un comparto che fa registrare una così alta incidenza sul PIL nazionale. Una preoccupante escalation del dibattito, anche politico - ha osservato l'organizzazione dei lavoratori - che non si genera soltanto tra le pressanti insidie di una concorrenzialità molto agguerrita a livello nazionale ed internazionale ma anche, soprattutto, nelle contrapposizioni faziose sospinte da interessi diversi".


Dubbi sull'azione politica
Filt-Cgil pone inoltre l'attenzione , sul fronte politico, "alla strana dedizione e cura con cui si tende a evidenziare i contenuti della legge 30/1998 che regola il Registro Internazionale italiano solo per la parte dei contributi pubblici impegnati, senza adeguatamente considerare gli effetti che genera nel rispetto dell'interesse generale". Quindi, ha proseguito l'organizzazione sindacale, "cosa nasconde l'aggressione ad un comparto industriale così attrezzato è una domanda legittima che si basa su un archetipo che, a nostro avviso, nasconde un piano più articolato e orientato al recupero di risorse economiche per portare a compimento varie promesse elettorali. Su tutti questi argomenti - ha concluso Filt-Cgil - chiederemo a breve al ministro Toninelli delucidazioni circa l'azione di governo che intende presentare perché riteniamo il settore marittimo e portuale strategico per il Paese ma non in vendita".