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20 novembre 2018, Aggiornato alle 17,16
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Armatori - Cultura

Rbd Armatori fallita. Dalla Grecia all'euforia degli ordini. La storia

Si chiude l'epopea della compagnia delle famiglie Rizzo, Bottiglieri e De Carlini, uno dei più importanti armatori bulkcarrier


Dichiarato fallito giovedì dal giudice della sezione fallimentare del tribunale di Torre Annunziata, si è chiusa la storia di un'altra compagnia armatoriale del Meridione, Rbd Armatori, delle famiglie Rizzo, Bottiglieri e De Carlini. Affascinante la storia di questo gruppo, che è stato molto forte. Paradigmatica di un modello di business in voga fino al crollo dei noli e alla crisi economica mondiale del 2008: ordinare, ordinare, ordinare, approfittando di una congiuntura che dopo il crack si è praticamente rovesciata.

Rbd Armatori, che fa capo alle famiglie Rizzo, Bottiglieri e De Carlini, l'armatore di Torre del Greco, è stato uno dei più importanti armatori nazionali nel settore delle bulkcarrier (portarinfuse) e petroliere di grande capacità. La loro storia moderna inizia quando la famiglia Bottiglieri, due fratelli e una sorella, dopo il trasferimento dalla Grecia di nuovo in Italia agli inizi degli anni 90 e dopo la morte del patriarca Giovanni, avvenuta agli inizi degli anni 2000, iniziò la separazione delle attività. Nell'arco di pochi anni vennero costituite tre flotte: la Giuseppe Bottiglieri e la Michele Bottiglieri con sede a Napoli mentre Rbd Armatori decise di restare a Torre del Greco nella splendida villa Olivella. Per entrambe le flotte fu un periodo di grande splendore. Noli alti e basso costo delle costruzioni spinse gli armatori, ma sopratutto Rbd, ad ordinare nuove navi, per lo più ai cantieri cinesi e giapponesi. Venivano ordinate a decine e venne costituita una delle più grandi flotte di navi portarinfuse, ma anche cisterne, tanto che il fenomeno fu più volte studiato dagli analisti come una best practice. 

Nel momento di massimo exploit, Rbd aveva in ordine ai cantieri ben 18 navi. Si credeva che il momento magico dei noli da carico secco non terminasse mai. E così pure i guadagni. Il pensiero, quindi era rivolto a diversificare. E infatti le famiglie Bottiglieri, De Carlini e Rizzo, tutte imparentate tra loro, decisero d'investire sia nell'immobiliare - l'acquisto dell'hotel La Palma di Capri - sia nelle acque minerali con l'acquisizione del gruppo Fiuggi.

Spettacolari le consegne delle navi in Cina. Alcune portavano i nomi di famiglia (Grazia Bottiglieri, Giuseppe Mauro Rizzo, Orsola Bottiglieri), altre nomi come Anema e Core, in omaggio allo chansonnier caprese, Guido Lembo, amico di famiglia. Nel 2009 nei cantieri di Shanghai fu varata la bulk carrier Roberto Rizzo, lunga 292 metri, larga 45 e con 176 mila tonnellate di portata, allora l'unità di settore più grande della flotta italiana. Nel 2012 la consegna dell'ultima nave, la 18esima, la petroliera Maria Bottiglieri che concludeva il ciclo iniziato solo nel 2006.
La crisi dei mercati del carico secco e per certi versi anche del liquido si faceva, però, sempre più concreto. Era il 2008, i noli in forte discesa, il valore delle navi che di conseguenza si riduceva non erano un buon segnale per le banche che avevano finanziato le operazioni. Alcune ristrutturazioni del debito, così come altre operazioni finanziarie, non andarono a buon fine. Anche per ragioni diverse fallì prima Di Maio, poi Deiulemar, anche questo acronimo di tre famiglie di Torre del Greco, i Della Gatta, Iuliano e Lembo (da non confondersi con lo chansonnier). Con il fallimento della Rbd Armatori si ferma una storia -come spesso ricordavano le note stampe di vari e consegne di navi- lunga 160 anni.