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11 ottobre 2026, Aggiornato alle 18,00

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Infrastrutture

Piano Regolatore Portuale, avviato a Genova il percorso di interlocuzione con gli operatori

Primo incontro con Assarmatori e Confitarma per stabilire le priorità della prossima programmazione dello scalo


Si è svolto a Genova il primo degli oltre 20 incontri programmati dall'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale nell'ambito del percorso di informazione e interlocuzione sulle proposte del nuovo Piano Regolatore Portuale. Al tavolo i rappresentanti delle associazioni armatoriali: per Confitarma, Roberto Alberti e Roberto Ferrarini; per Assarmatori, Stefano Messina, Ignazio Messina, Achille Onorato, Matteo Catani e Alberto Rossi.

Il presidente Matteo Paroli, il segretario generale Tito Vespasiani e lo staff dell'Autorità impegnato nella redazione del PRP hanno presentato il quadro generale delle azioni, ripercorrendo il lavoro avviato con il Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS), adottato nel luglio 2022, che ha individuato gli obiettivi di sviluppo, gli ambiti portuali, le aree di interazione porto-città e quelle retroportuali.

Tre i principi che orientano il nuovo PRP: competitività, sostenibilità e creazione di valore per il territorio. Il Piano punta a creare le condizioni per la crescita dei traffici e dell'economia portuale attraverso infrastrutture dimensionate sulle effettive esigenze di sviluppo, evitando sovradimensionamenti e tenendo insieme domanda, sostenibilità anche economica degli interventi e connessioni con le grandi reti logistiche.

In questa prospettiva rientrano il potenziamento dell'accessibilità terrestre e lo shift modale verso la ferrovia, anche attraverso infrastrutture adeguate agli standard dei treni merci europei, in connessione con il Terzo Valico e con il sistema ferroviario e stradale di accesso ai porti. La sostenibilità ambientale costituisce un altro elemento strutturale, comprendendo anche la valutazione degli effetti climatici delle scelte previste. Rientrano in questo ambito le trasformazioni connesse alla transizione energetica e le nuove esigenze che ne deriveranno per le infrastrutture e le attività portuali.

Il Piano punta inoltre a valorizzare le aree che hanno progressivamente perso una funzione strettamente marittimo-portuale, verificandone possibili utilizzi capaci di generare valore e migliorare la relazione con i contesti urbani. Un principio trasversale riguarda la flessibilità operativa dei terminal. Le destinazioni funzionali saranno definite in modo da consentire, dove le condizioni lo permettono, una capacità multipurpose e di adattamento all'evoluzione della domanda, evitando rigidità che nel lungo periodo potrebbero tradursi in inefficienze o congestioni. Tale flessibilità dovrà essere compatibile con le caratteristiche delle singole aree e con le esigenze operative e di sicurezza.

Il lavoro delle prossime settimane è orientato verso un primo traguardo indicativo: la preadozione del Piano in Comitato di Gestione tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027, funzionale all'avvio della procedura di Valutazione Ambientale Strategica. Seguiranno i passaggi previsti dalla normativa, con l'acquisizione dei pareri e delle valutazioni degli enti competenti e la prosecuzione della VAS fino alla sua conclusione. L'obiettivo è quello di arrivare all'approvazione definitiva del nuovo Piano Regolatore Portuale nel 2028.
 

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