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04 dicembre 2022, Aggiornato alle 10,16
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Parlamento Ue: dal 2030 cold ironing obbligatorio alle portacontainer

Nei porti principali del continente e senza sanzioni nel caso in cui non sia disponibile. È il pacchetto FuelEU, che vede maggiori agevolazioni e protezione di mercato per gli armatori

(European Parliament/Flickr)

a cura di Paolo Bosso

Il Parlamento europeo ha adottato oggi una serie di posizioni sull'uso dei combustibili alternativi a basse emissioni di gas serra da parte dell'industria marittima, il regolamento FuelEU, incluso in un più ampio pacchetto legislativo, il piano di transizione energetica pluridecennale "Fit for 55". Non si tratta ancora di decisioni definitive ma ora queste posizioni verranno negoziate nell'altro organo legislativo dell'Unione europea, il Consiglio dell'Unione europea, cioè il consiglio dei ministri dei 27 Stati membri.

Sono state prese una serie di decisioni: lo stanziamento di maggiori fondi al trasporto marittimo per agevolare la transizione energetica, da finanziare con le sanzioni e con un "Ocean Fund"; in generale, una maggiore protezione per gli armatori nel mercato dei carburanti alternativi introducendo una responsabilità contrattuale del fornitore per garantire l'approvvigionamento; infine, i deputati europei hanno stabilito che a partire dal 2030 le navi portacontainer dovranno obbligatoriamente utilizzare l'alimentazione elettrica a terra, o cold ironing, mentre sono ormeggiate nei principali porti dell'Unione europea. Ciò ridurrebbe significativamente l'inquinamento atmosferico delle grandi città portuali del continente. Contestualmente, sono state eliminate le sanzioni alle navi che non possono usufruire del cold ironing quando l'infrastruttura elettrica a terra non lo permette. 

L'European Community Shipowners' Association (ECSA), l'associazione europea degli armatori, accoglie favorevolmente tutte queste decisioni, aggiungendo come sia necessario fare di più per garantire che quantità sufficienti di carburanti puliti siano messe a disposizione dai fornitori di carburante nei porti europei. Come sottolinea il segretario generale dell'ECSA, Sotiris Raptis, è importante «garantire l'accesso a combustibili puliti a prezzi accessibili. I combustibili puliti attualmente sono i più costosi. Per raggiungere gli obiettivi del FuelEU diventa ancora più essenziale destinare le entrate del mercato delle quote del carbonio e del FuelEU verso il settore. Questo, insieme a garantire che i fornitori di carburante siano più responsabilizzati nella messa a disposizione di carburanti puliti, è fondamentale per garantire che il trasporto marittimo possa raggiungere i suoi obiettivi di decarbonizzazione».

Inoltre, tra le varie posizioni espresse in materia, il Parlamento europeo ha stabilito che il settore marittimo deve ridurre le emissioni di gas serra delle navi del 2 per cento a partire dal 2025, del 20 per cento dal 2035 e dell'80 per cento dal 2050, rispetto ai livelli del 2020. Si applicherebbe alle navi di stazza lorda superiore a 5 mila tonnellate (pari al 90 per cento delle emissioni di anidride carbonica provenienti dai mercantili) e nella misura della metà delle emissioni in meno richieste nel caso in cui le navi provengano da porti extra-Ue.

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