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04 luglio 2020, Aggiornato alle 15,15
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Marittimi, quale futuro per gli equipaggi delle crociere?

Le compagnie non sanno quando le flotte riprenderanno a navigare, intanto molti lavoratori sono privi di un adeguato sostegno economico


di Tobia Costagliola - DL News

Molti marittimi, anche tra quelli rimasti bloccati all'estero a bordo delle navi da crociera, tornati a casa non avranno alcun sussidio. Qualcuno ha ancora sentito parlare di cassa integrazione a tutti?  Oltre alle categorie citate nell'ultimo famoso decreto, ogni giorno, rappresentanti di categoria e politici, sui giornali o in Tv, aggiungono alla lista nuove categorie: tassisti, ambulanti, calciatori, albergatori, librai, artigiani, avvocati, ecc. Ma di marittimi nessuno parla. 

Però, nel frattempo, pensando di fare loro cosa gradita, andiamo a trovarli a bordo assicurando che presto le loro pene saranno terminate, senza sapere che per molti devono ancora cominciare se non si provvede. Le crociere, riprenderanno, è vero. Ma quando? I più ottimisti prevedono non prima del 2021 e, nel frattempo chi se ne farà carico? Ci sarà qualcuno in grado di quantificarli? A fine anno ci occupammo della "questione" dei tanti marittimi "fantasmi" disoccupati. Qualcuno che li aveva visti e contati diceva che erano 50.000. Ci sarà ora, qualcuno in grado di contarli davvero da qui ai prossimi mesi, quando saranno tutti rientrati? Una notizia buttata lì per far riflettere "chi di dovere": «Il governo di Taiwan ha deciso di aprire una linea di credito da 1 miliardo di dollari per i propri armatori dando la priorità al pagamento degli stipendi soprattutto dei marittimi». 

E in Italia? In Italia dovrebbe esserci la cassa integrazione. Ma non per tutti i marittimi. A proposito: è da mesi che è riconosciuto da tutte le parti che l'Italia ha bisogno di una "immediata" (si fa per dire) disponibilità di risorse finanziarie. È da mesi che si annunciano stanziamenti e consistenti flussi di denaro, anche da parte della Ue; ma ben pochi dei destinatari finali li hanno visti. Saranno stati stanziati e anche partiti, ma non riescono ad arrivare.  È veramente colpa della burocrazia? E come la mettiamo con quei "stanziamenti" a cui nessuno ha ancora pensato per la "strana" invisibilità di alcune categorie?