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25 settembre 2020, Aggiornato alle 17,23
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L'11 maggio scioperano i lavoratori portuali

L'iniziativa di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti per denunciare "molti casi di autoproduzione di operazioni portuali"


Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti annunciano di aver organizzato uno sciopero nazionale dei lavoratori portuali per venerdì 11 maggio a causa della "totale indifferenza da parte delle istituzioni sulle richieste di incontro in merito alle violazioni della normativa del settore portuale". Lo stop delle attività, precisano i sindacati, intende mettere in luce e denunciare "i molti casi di autoproduzione di operazioni portuali, in alcuni casi non autorizzate, che denotano grandi responsabilità delle Autorità di Sistema Portuale". Il caso dell'autoproduzione si riferisce al fatto che vengono affidate al personale imbarcato le operazioni di rizzaggio (messa in sicurezza) e derizzaggio delle merci a bordo delle navi, che solitamente competono invece ai lavoratori portuali.


"Tra i motivi dello sciopero – spiegano ancora le tre sigle - lo svilimento del ruolo di regolazione delle AdSP sul mercato del lavoro e delle imprese, oltre a un'interpretazione autoreferenziale del modello di rappresentanza sociale degli organismi previsti dalla legge. A ciò si aggiunge l'assenza pressoché totale in molti porti della vigilanza sulla sicurezza del lavoro, disapplicando anche previsioni contrattuali sui protocolli".

 

Secondo Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti infine "è una situazione da cui è indispensabile uscire, altrimenti si corre il serio rischio di aggravare le relazioni sindacali con la conseguente intensificazione delle iniziative di protesta. Stiamo contrastando scenari che - concludono - vanno nella direzione opposta allo sviluppo economico ed occupazionale dei porti e dello shipping nazionale ed a quanto contemplato dalla normativa vigente".