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14 maggio 2021, Aggiornato alle 20,04
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Hapag Lloyd, anno di grazia 2020. "E il 2021 lo supererà nettamente"

Utile netto sale a 1,1 miliardi. Dividendi per 3,50 euro per azione. Acquisita la compagnia olandese Nile Dutch, specializzata nell'Africa

(Hank Frinkel/Flickr)

Il bunker a basso prezzo, il taglio dei costi e i noli profittevoli spingono il bilancio 2020 di Hapag Lloyd verso l'alto. La compagnia di navigazione tedesca annuncia risultati finanziari «aumentati significativamente» rispetto al 2019. E i risultati di quest'anno, prevede l'armatore, «supereranno nettamente il livello dell'anno precedente». Anche se pesa l'incognita sui costi del carburante, che potrebbero salire, senza dimenticare la volatilità dei noli.

L'utile netto è salito a 1,1 miliardi di dollari (circa 935 milioni di euro), con un EBITDA di oltre 3 miliardi (2,7 miliardi). Il risparmio sui costi, nel primo anno della pandemia, è stato di circa 450 milioni di euro. Quest'anno gli azionisti potrebbero portarsi a casa dividendi per 3,50 euro per azione, come proposto dal consiglio direttivo della compagnia marittima.

Parallelamente all'annuncio di bilancio 2020, Hapag Lloyd ha acquisito la compagnia di navigazione container olandese Nile Dutch, uno dei principali fornitori di servizi del genere per l'Africa Occidentale, andando a rafforzare notevolmente così quel mercato. Nile Dutch dispone di 10 servizi di linea con una capacità complessiva di 35 mila TEU e una capacità della flotta di 80 mila TEU. Ha sede a Rotterdam, con 350 dipendenti e 85 sedi nel mondo. «La nostra base clienti combinata trarrà vantaggio da una rete più fitta da e per l'Africa, nonché da una frequenza molto più elevata di partenze», spiega Rolf Habben Jansen, CEO di Hapag Lloyd.

I ricavi di Hapag Lloyd nel 2020 sono aumentati del 3 per cento, raggiungendo i 12,8 miliardi di euro, spinti principalmente da una tariffa di trasporto media cresciuta del 4 per cento nel 2020, salendo a 1,115 dollari per TEU. I volumi di trasporto sono stati leggermente inferiori rispetto al 2019, pari a 11,8 milioni di TEU, circa 200 mila TEU in meno, «ma al di spora del livello previsto a inizio pandemia», sottolinea l'armatore in una nota.

Nel 2020 sono stati rimborsati 1,3 miliardi di dollari di debito finanziario, con un coefficiente di leva finanziaria sceso di 1,8 volte, quando nel 2019 è stato di 3 punti. 

«Abbiamo preso le prime contromisure dal lato dei costi e implementato con successo il nostro programma di salvaguardia delle prestazioni. Dopo che i volumi di trasporto sono crollati nel secondo trimestre, siamo stati in grado di beneficiare di una domanda inaspettatamente forte per il trasporto di container nella seconda metà dell'anno», spiega Jansen, che conclude: «il 2021 sarà anche dominato dalla pandemia globale di coronavirus e le attuali strozzature della catena di approvvigionamento presumibilmente si ridurranno in modo significativo solo nella seconda metà dell'anno».

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