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20 marzo 2019, Aggiornato alle 23,09
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Grimaldi su Livorno: "Mai goduto di vantaggi"

Il gruppo napoletano sostiene di aver operato sempre in spazi inferiori rispetto alla concorrenza e che gli approdi temporanei non possono comportare un vantaggio per l'armatore


Sottolineando fiducia nella giustizia italiana, Grimaldi commenta le vicissitudini del porto di Livorno e si dice sicura che le indagini accerteranno «la completa estraneità del gruppo da eventuali dinamiche non regolari che abbiano potuto avere luogo nell'assegnazione degli spazi all'interno del porto di Livorno». Il gruppo con sede a Napoli sottolinea che l'armatore è presente nel porto da oltre cinquant'anni, durante i quali «non ha mai usufruito, come erroneamente riportato da alcune testate, di trattamenti preferenziali da nessuno dei suoi interlocutori all'interno dello scalo. Al contrario, si è trovato sistematicamente a dover operare in aree con spazi inferiori, in termini di metri quadrati, rispetto a quelle concesse a tutti i suoi concorrenti».

Grimaldi ha continuato sostenendo che il problema dell'inadeguatezza degli spazi riservati, rispetto alla mole di carico movimentata, «ha comportato la necessità dell'utilizzo di banchine temporanee in attesa di ottenere concessioni di medio-lungo termine. Questi spazi concessi temporaneamente ai terminalisti affidatari, è bene sottolineare, sono più onerosi per la compagnia utilizzatrice rispetto a quelli concessi per periodi più lunghi con un conseguente maggiore introito per l'erario».

Cinquant'anni di attività, conclude, «durante i quali l'importanza strategica dello scalo labronico all'interno del proprio network è aumentata progressivamente con un conseguente sempre maggiore impegno di risorse in termini di investimenti e servizi offerti. L'impatto positivo sul porto e, più in generale, sul territorio livornese in termini di lavoro e occupazione creata è stato rilevante».

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