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06 agosto 2020, Aggiornato alle 15,27
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Infrastrutture

Dopo vent'anni, termina il vincolo paesaggistico del porto di Cagliari

Nella notte il via libera del Consiglio dei ministri, che rigetta l'opposizione del ministero dei Beni Culturali. Si sbloccano 130 milioni di opere per il Porto Canale: cantieristica a Levante e ro-ro a Ponente

Il porto di Cagliari (googlemaps)

Dopo vent'anni di paralisi, il Porto Canale di Cagliari inizia a intravedere una nuova fase di sviluppo infrastrutturale dei traffici, della nautica e degli spazi pubblici. Questa notte il Consiglio dei ministri (ai sensi dell'articolo 14-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241) ha rigettato l'opposizione del ministero dei Beni Culturali al decreto dell'Autorità di sistema portuale della Sardegna (del 31 maggio 2019) per l'avvio di una serie di opere pari a 130 milioni di investimenti, recependo e adottando così le decisioni della Conferenza di servizi del 27 maggio di quell'anno.

Il governo avvia così il rilancio del Porto Canale, con la conseguente riconversione del porto storico, congelata dal 2000, da quando una sentenza del Consiglio di Stato ha ordinato l'annullamento dell'autorizzazione paesaggistica.

Per il Porto Canale l'Adsp prevede una specifica suddivisione delle aree. L'avamporto Est sarà destinato a distretto della cantieristica navale, mentre a Ovest verrà avviato un traffico di navi ro-ro, liberando così il molo Sabaudo dal traffico commerciale. «Progetto che consentirà il tanto atteso rilancio dell'intero sistema portuale cagliaritano e una nuova, e più che mai necessaria, stagione per l'occupazione», si legge in una nota dell'Adsp.

Infrastrutturazione alla quale si aggiunge, in compensazione, una serie di opere da 130 milioni di euro complessivi che l'Adsp ha proposto per rendere fruibili alla cittadinanza alcuni spazi. Tra questi, la realizzazione a Levante del parco della chiesa di Sant'Efisio, che verrà collegato al villaggio dei pescatori con un percorso ciclo-pedonale; poi, la sistemazione a verde e la realizzazione di percorsi di accesso includendo aree ricettive e professionali per la nautica; due altri percorsi ciclo-pedonali, una sulla diga foranea di Levante e un'altra sull'avamporto di Ponente. Infine, nuove aree verdi e una fascia di mitigazione della parte occidentale del porto.  

Dei 130 milioni, 95 serviranno al banchinamento e alla realizzazione del terminal per navi ro-ro, per il quale è stato aggiudicato nei giorni scorsi l'incarico per l'adeguamento della progettazione definitiva; 27,5 milionicirca per il secondo lotto del distretto della nautica, sul quale è in corso l'apertura delle offerte pervenute all'Adsp a seguito del bando del 15 giugno scorso; infine, circa un milione di euro per le opere di mitigazione e compensazione.

Per il presidente dell'Adsp della Sardegna, Massimo Deiana, l'ok del Consiglio dei ministri è un risultato fonamentale, «su una questione che per vent'anni ha generato incertezze ed enormi ritardi sullo sviluppo della portualità». Deiana ha riassunto tutti i passaggi che hanno portato all'approvazione del CdM. A maggio del 2019 l'autorizzazione della Conferenza di servizi, la cui attività è durata per i 14 mesi precedenti dopo l'opposizione del ministero dei Beni Culturali. «Il supremo organo dell'Esecutivo – afferma Deiana -, dopo una saggia valutazione comparativa tra la tutela paesaggistica di un'area già in parte infrastrutturata e lo sviluppo economico e sociale dell'Isola, ha finalmente preso posizione a favore del secondo, ponendo un punto fermo sulla vicenda e restituendo chiarezza e, soprattutto, fiducia in un momento estremamente delicato per l'Italia». Deiana ha infine ringraziato il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, per l'attività di negoziazione col Consiglio dei ministri. 

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