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05 agosto 2020, Aggiornato alle 17,53
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Di Maio presenta il Patto per l'export. Gli armatori: "Nave elemento chiave"

1,4 miliardi per internazionalizzare e promuovere le pmi all'estero. Assarmatori: container indicatore del cambiamento. Confitarma: nave patrimonio liquido

Il ministro dei Esteri, Luigi Di Maio

Con il "patto per l'export", presentato oggi dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, prende il via l'attività di potenziamento delle imprese italiane, soprattutto le piccole e medie.

Durante la presentazione, tenutasi alla Farnesina, sono stati rimarcati i due assi portanti di questo patto: l'internazionalizzazione delle imprese e la promozione delle loro attività verso gli stakeholder stranieri. Sul piatto 1,4 miliardi di euro. «Una strategia di sostegno pubblico alle imprese che si affacciano sui mercati internazionali, che potrà contare su risorse straordinarie messe a disposizione dal Governo per imprimere al sistema produttivo un nuovo slancio», ha detto Di Maio. I pilastri sono sei: comunicazione/promozione, formazione, informazione, e-commerce, fieristica e finanza agevolata.

Le esportazioni sono una fetta importante del commercio italiano, rappresentando quasi un terzo del Pil del Paese. Secondo il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, che oggi ha partecipato alla cerimonia di Roma, il trasporto dei container potrebbe essere «la chiave per anticipare i cambiamenti dell'interscambio mondiale e consentire al sistema Italia di affrontare giocando sull'anticipo la sfida della ripresa». un elemento importante di interscambio. Ringraziando per il lavoro che stanno svolgendo sia Di Maio che la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, si dice soddisfatto del piano, che secondo lui dà «grande attenzione al nostro settore, soprattutto nella fase più acuta dell'attuale crisi, quando le nostre aziende si sono ritrovate ad affrontare nuove ed improvvise problematiche nei mari e nei porti di tutto il mondo».

«Le nostre navi mettono in rete l'economia dell'Italia e possono essere considerate il patrimonio liquido del nostro Paese», ha affermato Luca Sisto, direttore generale di Confitarma. «In questi mesi - continua - le nostre navi non si sono mai fermate nonostante le grandi difficoltà e la grande sofferenza che soprattutto i nostri marittimi stanno ancora affrontando e per il rimpatrio dei quali stiamo lavorando con il ministero degli Affari Esteri». Da tempo Confitarma chiede che venga dedicato alle attività marittime uno specifico riferimento amministrativo. «Con il ministero dei Affari esteri - conclude Sisto - abbiamo già ottenuto un importante focal point marittimo grazie al quale molte problematiche con l'estero possono essere risolte».