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30 settembre 2022, Aggiornato alle 18,08
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Caro carburante, Messina (Assarmatori): "Il viaggio di un traghetto costa 50 mila euro in più"

Questa stima vale per tutti i principali collegamenti per Sardegna e Sicilia, nonché per l'Elba e le isole minori

Stefano Messina

Considerando che il carburante rappresenta circa il 30% dei costi di esercizio di una nave, si può affermare che su una rotta consueta come Genova-Olbia-Genova, un traghetto passeggeri oggi spende ogni giorno circa 50 mila euro in più per pagare il carburante, a parità di partenze e frequenze. Il presidente di Assarmatori, Stefano Messina, fa due conti e spiega che questo ragionamento vale per tutti i principali collegamenti per Sardegna e Sicilia, nonché per l'Elba e le isole minori: "Adeguare i noli e le tariffe, e quindi il costo dei biglietti, sarà – secondo l'armatore - una scelta obbligata per evitare la sospensione di quei servizi marittimi da e per le isole, che anche nei mesi più duri della pandemia hanno garantito comunque sia la continuità territoriale, sia il trasporto di passeggeri e merci, inclusi gli approvvigionamenti indispensabili specie per la Sardegna".

"Adeguare i noli e le tariffe – prosegue Messina – rappresenta una scelta dolorosa ma necessaria che impatterà sull'intera filiera produttiva fino al consumatore finale. Ma le conseguenze di uno stop ai servizi sarebbero ben più drammatiche, come facilmente intuibile, in particolare per la popolazione insulare e per tutto l'indotto, anche turistico, per il quale questi collegamenti sono linfa vitale. È il caso di ricordare come le nostre imprese siano ancora in attesa dei ristori previsti da diversi provvedimenti legislativi per limitare le conseguenze economiche dell'emergenza sanitaria, e adesso si trovino ad affrontare, da una posizione di ulteriore fragilità, le conseguenze di una nuova emergenza". 

Anche il segretario generale di Assarmatori, Alberto Rossi, intervenuto in audizione alla Commissione Ambiente della Camera, nell'ambito del processo di conversione in legge del decreto legge Energia, ha ricordato che "la continuità territoriale di passeggeri e merci è un diritto sancito dalla Costituzione che rischia di venire meno: per gli armatori l'utilizzo di combustibili fossili è ineludibile, ne siamo in qualche modo prigionieri, non avendo alternative concretamente percorribili. Il trasporto terrestre dal 2006 beneficia di un correttivo automatico delle tariffe in adeguamento all'andamento del costo del carburante, crediamo che una misura del genere sia necessaria anche per quello marittimo, specialmente per il naviglio impiegato nei collegamenti da e per le isole. Questo avrà un effetto inflattivo, non possiamo nasconderlo, ma non possiamo neanche pretendere che siano i fornitori del servizio a farsi carico di questi aumenti: non parliamo infatti di una differenza minima, ma di un sostanziale raddoppio dei costi legati al bunker".