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15 maggio 2026, Aggiornato alle 19,56
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Valorizzazione della Risorsa Mare: Ddl approvato anche alla Camera

Il testo, rende noto Assarmatori, recepisce una serie di interventi attesi da tempo dal comparto armatoriale


Dopo il Senato, anche la Camera ha approvato il Disegno di Legge Valorizzazione della Risorsa Mare. Il testo recepisce una serie di interventi attesi da tempo dal comparto armatoriale, puntando su semplificazioni normative e strumenti di modernizzazione per rafforzare la competitività del trasporto marittimo e rendere più attrattiva la bandiera italiana.

Il presidente di Assarmatori Stefano Messina ritiene si tratti di un risultato importante, che consente di superare, senza impatti per la finanza pubblica, disposizioni ormai datate e di imprimere un'accelerazione sul fronte della digitalizzazione. "Sono condizioni – sottolinea Messina – che permettono al settore di sviluppare appieno il proprio potenziale a sostegno dell'economia del Paese". 

Tra gli interventi previsti, anche una revisione delle regole sull'arruolamento dei marittimi extracomunitari residenti in Italia, con il superamento del vincolo del Codice della Navigazione che limitava l'iscrizione alla Gente di Mare ai soli cittadini italiani e comunitari. Messina sottolinea inoltre il carattere condiviso del percorso legislativo, avviato con il Piano del Mare del Comitato Interministeriale per le Politiche del Mare, esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto dal ministro Nello Musumeci, dalla relatrice Simona Petrucci e dall'insieme delle forze politiche. Resta ora aperto il capitolo degli interventi non inclusi nel provvedimento: "Il Parlamento ha svolto un lavoro lungo e costruttivo – evidenzia Messina – ma è necessario proseguire". 

Tra le priorità indicate, la ratifica della Convenzione di Londra del 1976 sui limiti di responsabilità dell'armatore in materia di crediti marittimi, così da colmare un vuoto normativo, e l'allineamento del trattamento fiscale per i marittimi imbarcati su navi battenti bandiera Ue o dello Spazio economico europeo a quello già previsto per le navi italiane, in linea con gli impegni assunti con la Commissione europea nella revisione del Registro internazionale. Infine, l'esigenza di rivedere i criteri di assegnazione dei fondi destinati alla formazione iniziale del personale marittimo.