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07 marzo 2026, Aggiornato alle 08,27
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Tasse portuali Usa per navi costruite all'estero. ICS: "Siamo contrari"

L'associazione internazionale ricorda in una nota che l'eventuale imposizione di nuove tariffe rappresenterebbe un notevole onere aggiuntivo per il trasporto marittimo

(Ph: Pangea-Network.com)

L'International Chamber of Shipping (ICS) respinge l'ipotesi statunitense di imporre tasse portuali per le navi non costruite negli Usa. L'associazione internazionale lo spiega in una nota nella quale però condivide l'obiettivo di aumentare la capacità di costruzione navale statunitense e di rafforzare l'industria cantieristica navale americana attraverso politiche che incoraggino gli investimenti, poiché l'aumento del tonnellaggio commerciale aumenta l'efficienza, la resilienza e la competitività del settore marittimo globale. Una base globale solida e diversificata nella costruzione navale beneficia il commercio internazionale e la sicurezza della catena di approvvigionamento.

Tuttavia, ricorda la Federazione del Mare, ICS rimane contraria a qualsiasi proposta di tariffe portuali, inclusa la proposta di tassa universale per infrastrutture o sicurezza sulle navi commerciali costruite all'estero che fanno scalo nei porti statunitensi.

L'imposizione di tariffe basate sul peso del tonnellaggio importato, a livelli che vanno da un centesimo al chilogrammo a 25 centesimi al chilogrammo, rappresenterebbe un notevole onere aggiuntivo per il trasporto marittimo. Tali misure rischiano di distorcere gli scambi, sottolinea ICS, oltre ad aumentare i costi per i consumatori e le imprese statunitensi, interrompendo il regolare flusso del commercio globale e incoraggiando misure di ritorsione.
 

Tag: porti