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07 marzo 2026, Aggiornato alle 08,27
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Logistica

Tassa da 2 euro sui pacchi: il governo cerca di guadagnare tempo

Nel Milleproroghe potrebbe essere inserito un rinvio di diversi mesi, allineandosi al dazio doganale europeo da 3 euro che arriverà a luglio


"Apprezziamo che il Governo stia lavorando ad un rinvio dell'applicazione della tassa sui piccoli pacchi, con l'obiettivo di armonizzarla con la normativa europea ed evitare ulteriori danni ai flussi di merci in entrata in Italia". Lo dichiara il Direttore generale di Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica), Andrea Cappa, commentando l'ipotesi allo studio dell'esecutivo di differire - tramite il decreto Milleproroghe - l'entrata in vigore della tassa doganale di 2 euro sulle spedizioni di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi extra UE.

La tassa è entrata in vigore il 1° gennaio 2026, ma il versamento effettivo delle somme per i pacchi importati nei primi due mesi dell'anno è differito al 15 marzo prossimo grazie a un periodo transitorio ufficialmente previsto per consentire l'adeguamento operativo, per evitare disallineamenti nei sistemi informatici doganali e blocchi nelle catene logistiche nei primi giorni dell'anno. Le importazioni registrate fra il 1° gennaio e l'28 febbraio 2026 potranno essere contabilizzate e dichiarate cumulativamente entro il 15 marzo, senza sanzioni se il versamento avviene entro quella data. Dal 1° marzo in poi scatteranno le regole ordinarie di contabilizzazione e pagamento al momento dello sdoganamento.

Nelle scorse settimane alcuni esponenti di Forza Italia hanno presentato un emendamento al decreto Milleproroghe con la richiesta di rinviare l'entrata in vigore effettiva della tassa al 1° luglio 2026, allineandola alla data prevista per l'avvio di una misura simile a livello europeo. Secondo un resoconto dell'agenzia Ansa, però, nelle fasi di avanzamento del ddl Milleproroghe Forza Italia avrebbe alla fine decisione di non portare avanti la richiesta di differimento di sei mesi direttamente nel testo degli emendamenti segnalati, concentrandosi su altri temi fiscali e di proroga.

La tassa — concepita come contributo amministrativo e non come dazio doganale vero e proprio — è già attiva in Italia e in altri paesi UE come Romania, mentre a livello di Unione europea è previsto da luglio prossimo l'introduzione di un dazio doganale uniforme di 3 euro sui pacchetti di basso valore, frutto di un accordo tra gli Stati membri e parte della riforma complessiva delle regole doganali UE.

La tassa di 2 euro è entrata ufficialmente in vigore dal 1° gennaio 2026, applicandosi a tutte le spedizioni provenienti da Paesi extra-UE con valore dichiarato inferiore a 150 euro. È stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 per coprire i costi amministrativi e di gestione doganale legati al vasto commercio elettronico internazionale. La normativa abroga di fatto il regime di esenzione "de minimis" sui piccoli pacchi, soglia sotto la quale prima non si pagavano dazi né contributi.

Tag: economia