|
napoli 2
08 settembre 2026, Aggiornato alle 13,03

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

Politiche marittime

Sei mesi di guerra per i marittimi in viaggio nello Stretto di Hormuz

Dall'inizio del conflitto in Iran, riferisce l'IMO, l'area del Golfo Persico ha registrato circa 70 attacchi ai mercantili. 400 le unità bloccate e 6 mila i marittimi coinvolti, di cui 19 uccisi

Lo stretto di Hormuz (science.nasa.gov)

Settanta attacchi a navi mercantili, 19 marittimi morti, 400 navi bloccate con seimila persone a bordo. A sei mesi dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, il 28 febbraio scorso, l'International Maritime Organization (IMO) fotografa una crisi marittima senza precedenti nello Stretto di Hormuz e nelle acque circostanti.

Sono i numeri diffusi dal Segretario generale dell'Organizzazione Marittima Internazionale, Arsenio Dominguez, in una dichiarazione che suona come un atto d'accusa verso la comunità internazionale: «a sei mesi dall'inizio del conflitto in Medio Oriente - afferma Dominguez - la situazione nello Stretto di Hormuz rimane irrisolta. Migliaia di marittimi nella regione continuano a vivere e lavorare in condizioni di rischio e incertezza elevati». 

Alcune navi sono riuscite a lasciare l'area, ma circa 400 unità — con a bordo approssimativamente 6.000 persone — non sono state in grado di partire in sicurezza dall'inizio delle ostilità, riferisce l'IMO.

Le conseguenze si estendono ben oltre le acque del Golfo. L'interruzione delle catene di approvvigionamento di carburanti, fertilizzanti e materie prime produce effetti a cascata su economie e comunità in ogni parte del mondo. È una crisi che non riguarda solo chi naviga, ma chi produce, chi si nutre, chi dipende da forniture globali che passano necessariamente per quello stretto.

A luglio il Consiglio dell'IMO ha adottato una risoluzione che riafferma il diritto di transito attraverso gli stretti internazionali — diritto che non può essere minacciato, ostacolato né sospeso — e ha auspicato un ritorno coordinato e sostenibile alla navigazione libera attraverso Hormuz. Ma una risoluzione non basta. Dominguez chiede esplicitamente una «rinnovata volontà politica e una maggiore cooperazione» a tutti gli Stati membri e all'industria marittima, invitandoli a lavorare con l'IMO e con il sistema ONU per trovare soluzioni concrete.

Sullo sfondo, un deterioramento della sicurezza marittima globale che abbraccia ormai tre teatri distinti: il Mar Nero, il Mar Rosso con il Golfo di Aden, e lo Stretto di Hormuz. Un'architettura della crisi che pesa su tutti, ma che — ricorda Dominguez — è «particolarmente angosciante per le migliaia di marittimi innocenti che ne sono colpiti».

-
credito immagine in alto

Tag: marittimi