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11 agosto 2026, Aggiornato alle 15,43

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Riscaldamento climatico, Marevivo: "I pesci non hanno l'aria condizionata"

Il vicepresidente dell'associazione ambientalista ricorda che il Mediterraneo è un mare chiuso e dunque particolarmente vulnerabile all'aumento delle temperature

(Ph: Marevivo)

"Il mare non ha l'aria condizionata". Il vicepresidente di Marevivo Ferdinando Boero non vuole essere ironico. Usa questa metafora per evidenziare un'emergenza che incide sulla vita di tutti, umani e non. Noi possiamo difenderci dal caldo raffrescando gli ambienti in cui viviamo, precisa Boero, ma il Mediterraneo no. Come l'aria condizionata allevia i sintomi senza risolvere il problema, anche il restauro degli ecosistemi da solo non basta: serve la transizione ecologica per intervenire sulle cause del surriscaldamento.

"Quello che stiamo osservando non è un episodio sporadico – sottolinea il vicepresidente di Marevivo – ma il segnale di un cambiamento strutturale che interessa il Mediterraneo. La sua natura di mare chiuso lo rende particolarmente vulnerabile al riscaldamento e ogni nuovo record di temperatura è un campanello d'allarme che non possiamo ignorare. Proteggere il Mediterraneo significa proteggere la biodiversità, la salute delle persone, le economie costiere e il futuro delle nuove generazioni. Non possiamo limitarci a rincorrere le emergenze: servono politiche di prevenzione e la transizione ecologica. Per questo Marevivo, con la campagna Only One – conclude Boero –, continua a promuovere la transizione energetica e alimentare e un modello di economia circolare".