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15 luglio 2026, Aggiornato alle 16,10
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Riforma portuale, per la Filt Cgil non risolve le criticità. "Ma rischia di peggiorarle"

A Napoli si è discusso di nuovi modelli legislativi e di lavoro, sicurezza e tutele contrattuali

Vita Convertino

"Il porto come bene comune, patrimonio collettivo che genera ricchezza, occupazione e sviluppo per il Paese e per i territori e per questo va difeso l'attuale modello di governance introdotto dalla legge 84/1994". È questo il messaggio al centro dell'iniziativa nazionale organizzata a Napoli dalla Filt Cgil, insieme alla Filt Campania. Titolo del confronto animato negli spazi dell'ex Ospedale della Pace e lazzaretto: "La Governance del Bene Comune".

Per il segretario generale della Filt Cgil Stefano Malorgio "c'è sicuramente la necessità di aggiornare il sistema portuale e di rafforzare il coordinamento strategico nazionale delle politiche portuali (logistica e trasporti), per rispondere alle sfide che derivano dal cambiamento del mercato, della grande forza degli armatori, dei cambiamenti geopolitici che ci sono. È questo va riconosciuto alla riforma. Siamo invece perplessi dalla forma societaria della Spa e dalla relazione sbilanciata con le Autorità di Sistema Portuale. Nella riforma manca un intervento sul lavoro e su alcune storiche richieste del settore come il fondo di incentivo all'esodo e il riconoscimento del lavoro usurante. C'è infine un problema enorme che riguarda l'assetto infrastrutturale del paese che deve rimanere nella competenza pubblica anche per le risorse. E noi pensiamo che debba essere fatto un serio ragionamento in Italia sulla creazione di un fondo sovrano. Se non si interviene con la riforma si rischia di non risolvere le criticità, di non apportare la necessaria semplificazione che chiede il cluster portuale ma di peggiorare la situazione attuale". 

Oltre al tema della riforma portuale, Vita Convertino del Dipartimento porti e marittimi della Filt Cgil nazionale, ha affrontato nella sua relazione le criticità del lavoro, "vero fattore strategico del sistema portuale. La Filt Cgil afferma con forza che non può esistere una governance efficace senza lavoro di qualità, sicurezza, dignità professionale e tutele contrattuali. Il Contratto Collettivo Nazionale dei Porti continua a rappresentare il principale strumento di coesione del sistema e una garanzia di uniformità dei diritti per tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore".

"Le trasformazioni tecnologiche – ha aggiunto Convertino - e digitali costituiscono una delle grandi sfide del presente. Automazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale stanno modificando profondamente il settore portuale e logistico. Per la Filt Cgil questi processi devono essere governati e contrattati, affinché diventino strumenti di qualificazione professionale, formazione continua e miglioramento della sicurezza, evitando che si traducano in perdita di occupazione, precarizzazione o riduzione delle tutele".

"In un contesto internazionale segnato da instabilità geopolitica, nuove rotte commerciali, transizione energetica e cambiamenti climatici, il sistema portuale italiano deve essere capace di sviluppare una visione autenticamente "glocale": globale nella capacità di comprendere e affrontare le trasformazioni dell'economia mondiale e locale nella capacità di restare radicato nei territori, nelle comunità e nelle specificità produttive dei singoli scali. La competitività dei porti italiani – ha concluso Convertino - non si costruisce attraverso il centralismo, ma attraverso la valorizzazione delle differenze territoriali all'interno di una strategia nazionale condivisa".

Dopo la relazione di Vittorio Marzano, professore di Ingegneria dei Trasporti presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, ha chiuso la giornata di lavori la tavola rotonda moderata da Simona Coppola, avvocato marittimista partner Studio Legale Garbarino. Hanno partecipato: Stefano Malorgio, segretario generale Filt Cgil, Mario Casillo, vicepresidente Regione Campania e assessore ai Trasporti, Valentina Ghio, Deputata Pd, Giovanni Consoli, vice segretario generale Assarmatori e Mario Zanetti, presidente Confitarma.