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06 giugno 2026, Aggiornato alle 17,51
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Riforma portuale, le priorità sotto la lente del Gruppo di lavoro

Delineati cinque tavoli tematici che avanzeranno eventuali osservazioni o proposte di modifica. Le perplessità degli esclusi


La Direzione generale per i porti, la logistica e l'intermodalità del Mit ha fornito gli aggiornamenti amministrativi e le proposte operative utili per l'avvio delle attività del Gruppo di lavoro per la consulenza alla riforma portuale. Il dirigente Benedetta Scotti ha elencato ai componenti dell'organismo una serie di priorità, a partire da "una proposta di articolazione del Gruppo di lavoro in cinque sottogruppi tematici, elaborata sulla base delle disponibilità emerse nel corso della riunione e delle rispettive esperienze professionali e accademiche". Sollecitando eventuali osservazioni o proposte di modifica, per ciascun sottogruppo il documento individua:
-  i principali argomenti;
-  le disposizioni del DDL correlate, cercando per quanto possibile di limitare le sovrapposizioni tra le diverse aree;
-  i componenti proposti; 
-  un componente, evidenziato in grassetto, che potrebbe fungere da punto di raccordo per le attività del sottogruppo;
-  le principali criticità già emerse nel corso delle prime interlocuzioni.

Stessa procedura è stata seguita per una analisi delle proposte emendative del Coordinamento tecnico della Commissione IMGT. "L'Ufficio legislativo – precisa la Direzione generale per i porti, la logistica e l'intermodalità - ha trasmesso le proposte emendative formulate dal coordinamento interregionale tecnico della Commissione infrastrutture, mobilità e governo del territorio e della Commissione Ambiente, Energia e Sostenibilità, della Conferenza delle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano".

Il Gruppo di lavoro è incaricato di svolgere attività di studio, ricognizione e predisposizione degli atti attuativi propedeutici alla transizione al nuovo assetto istituzionale. Una funzione delicata che coinvolge le attività di molti settori, come dimostrano le vivaci proteste di quanti si sono sentiti esclusi da questa sorta di cabina di regia. La Filt Cgil ha infatti definito "incomprensibile" l'assenza del punto di vista del lavoro nel gruppo di lavoro ministeriale, sottolineando che le commissioni dovrebbero coinvolgere chi opera nel sistema portuale.  Anche diverse organizzazioni di categoria non si sentono rappresentate e segnalano invece che, tra i nomi dei partecipanti, figurano personaggi che comunque hanno incarichi o legami con alcune (poche) associazioni. Perché loro sì- protestano - e gli altri no?

Malumori che serpeggiano in un ambiente complessivamente piuttosto critico sulla proposta di Riforma. Perplessità che emergono anche da uno studio di Assoporti rapportato ai bilanci 2024 delle 16 Authority, che evidenzia come a fronte di 454 milioni di entrate gli enti dovrebbero versare ben 182 milioni alla nuova società prevista dal disegno di legge di riforma dei porti.
 

Tag: porti