|
adsp napoli 1
15 luglio 2026, Aggiornato alle 16,10
forges1

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

forges4

Riforma porti, per Anac "non deve avvenire a scapito di concorrenza, trasparenza, efficienza e merito"

Il presidente dell'Autorità nazionale anti corruzione, Giuseppe Brusia, è stato ascoltato dalla commissione Trasporti della Camera sul disegno di legge di riordino del sistema portuale italiano

Giuseppe Brusia

Per il presidente di Anac, Giuseppe Busia, "va bene creare una regia unitaria rispetto a molte attività oggi affidate a diverse Autorità portuali, ma questo non deve avvenire a scapito di concorrenza, trasparenza, efficienza e merito". Il numero uno dell'Autorità nazionale anti corruzione, ha articolato il suo giudizio durante l'intervento in audizione alla commissione Trasporti della Camera sul disegno di legge di riordino del sistema portuale italiano.

"Nel disegno di legge che riordina la governance portuale – ha dichiarato nel suo intervento Brusia - sono state introdotte diverse deroghe sui contratti e sul reclutamento del personale, che andrebbero ridimensionate. Inoltre, prevedendo che la costituenda società Porti d'Italia operi non solo con funzioni pubblicistiche, ma anche come soggetto di mercato, offrendo servizi di progettazione, realizzazione di opere infrastrutturali e consulenza, si rischia di falsare la concorrenza se non addirittura di violare il limite europeo dell'80% stabilito per le società in house".

Secondo Brusia, la compresenza di attività pubblicistiche e privatistiche nella costituenda società portuale rischia di falsare il mercato. Sarebbe auspicabile una separazione societaria, non solo contabile; o, almeno, l'inserimento di limiti che evitino di superare il 20% di attività rivolta al mercato, secondo quanto richiesto dalla giurisprudenza europea. In caso contrario – ha spiegato il presidente Anac – la concessione affidata con lo stesso decreto, non sarebbe legittima e si dovrebbe ricorrere a una procedura di gara".

Il numero uno di Anac ritiene che siano troppi i poteri in deroga per il reclutamento del personale: la nuova Porti d'Italia, sebbene abbia natura formalmente societaria, svolge le funzioni di un ente pubblico. "Se anche si vogliono evitare le regole dei concorsi pubblici – ha detto Brusia - occorre prevedere espressamente che si debba ricorrere a procedure aperte e trasparenti: questo favorisce il reclutamento delle professionalità più elevate, premiando il merito e garantendo che la società possa perseguire al meglio i propri obiettivi".

Anche con riferimento all'attività contrattuale, Brusia ha notato che si deroga alle procedure proprie della contrattualistica pubblica, oggi invece utilizzate dalle Autorità portuali. Poiché non si tratta di interventi di urgenza ed invece investimenti rilevanti, sarebbe ragionevole il ricorso a procedure ad evidenza pubblica, che garantiscono una migliore selezione delle imprese private coinvolte e, ragionevolmente, anche un risparmio di costi. "In ogni caso – ha suggerito Busia – sarebbe necessario non sottrarre le procedure di affidamento della nuova società alle regole sulla digitalizzazione dei contratti pubblici, che servono a garantire rapidità e semplificazioni sia per la stessa società che per le imprese, ma garantendo insieme maggiore trasparenza, controllabilità e buona concorrenza".
 

Tag: porti