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20 luglio 2026, Aggiornato alle 12,35
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Riforma Porti, Assiterminal presenta un position paper

Il documento illustrato nel corso dell'audizione in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati sull'iter del Disegno di Legge di istituzione della Porti d'Italia SpA

Alessandro Ferrari

Un position paper che presenta un'analisi complessiva del mercato e delle sue caratteristiche. Lo ha presentato il direttore di Assiterminal, Alessandro Ferrari, nel corso dell'audizione in Commissione Trasporti alla Camera dei Deputati sull'iter del Disegno di Legge di istituzione della Porti d'Italia SpA. Il documento di Assiterminal entra nel merito degli aspetti di dettaglio dell'impianto normativo in discussione, nonché delle proposte che la principale associazione degli operatori portuali intende promuovere affinché si possa compiere un percorso di riforma efficace dell'attuale assetto normativo della portualità italiana.

Leggi il position paper di Assiterminal

"Siamo assolutamente in linea con l'obiettivo del governo di delineare una governance più coordinata a livello nazionale, garantire procedure uniformi in tutto il Paese, spingendo per investimenti strategici, come più volte ribadito dal Vice Ministro Rixi" ha introdotto Ferrari "così come vogliamo cogliere positivamente alcune recenti conferme in merito al rafforzamento del coordinamento centrale, senza privare i singoli scali della loro autonomia territoriale, valorizzandone le singole vocazioni". 

"Si percepisce l'esigenza di omologare i servizi, le procedure e l'interpretazione delle normative, lasciando la gestione di alcune funzioni in ambito locale" ha proseguito Ferrari "così come la volontà di puntare a creare un sistema portuale efficiente e competitivo a livello globale, nonché consentire all'Italia di investire e operare anche all'estero attraverso la creazione di una nuova società pubblica, la Porti d'Italia SpA".

"L'impianto normativo attuale non è rimasto statico negli ultimi 30 anni, nonostante che in diverse parti non abbia di fatto mai visto una compiuta applicazione" ha sottolineato Ferrari "a partire dal non efficace funzionamento della Conferenza di Coordinamento e dal carente coinvolgimento delle associazioni, comparativamente più rappresentative del settore, nel costruire una visione, una programmazione e una pianificazione degli investimenti cosiddetti strategici. L'impianto proposto non entra nel merito della semplificazione e dell'uniformità del funzionamento del Sistema, concentrandosi sul tema degli investimenti e qui sorgono alcune domande", ha proseguito Ferrari.

"La Porti d'Italia può pianificare, progettare, eseguire lavori e dare concessioni sotto un'unica veste giuridica? Il meccanismo della concessione duale che viene proposto, non rende troppo complesse le procedure, e comunque siamo certi che questo modello sia compatibile con le norme europee? Laddove anche lo fosse, di quali risorse economiche necessiterebbe senza andare sul mercato, con conseguenti profili di concorrenzialità non semplici da gestire?". A fronte di questi interrogativi, Assiterminal ha fornito alcuni spunti di proposte che non si esauriscono nell'analisi del testo al vaglio del Parlamento cercando di cogliere l'occasione per entrare più nel merito di alcune questioni di carattere generale. 

Si è fatto cenno alla recente sentenza del TAR Lazio sui canoni concessori – vicenda su cui Assiterminal aveva già vinto in Consiglio di Stato nel 2024 e ora attende una nuova pronuncia dallo stesso Tar – per rappresentare uno dei temi su cui non c'è ancora chiarezza, così come all'opportunità di uniformare la disciplina di operazioni e servizi portuali finalizzata a dare maggiore consistenza anche ai piani di impresa delle imprese portuali. Ferrari ha poi ribadito che "abbiamo un'ultima chance per realizzare il fondo per il prepensionamento dei lavoratori portuali, anche per dare dignità al CCNL dei Porti che sarà rinnovato nei prossimi mesi". 
 

Tag: porti