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11 ottobre 2026, Aggiornato alle 18,00

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Riciclaggio navale, le associazioni armatoriali: "Bene proposta Ue di approvare due cantieri indiani"

L'inclusione di questi due impianti, spiegano gli organismi di settore, sarebbe un passo importante per risolvere la carenza strutturale di capacità nell'elenco europeo. Si oppongono le associazioni ambientaliste


Un rinnovato e convinto appoggio alla proposta della Commissione Europea di aggiungere due impianti indiani di riciclaggio navale all'elenco europeo dei cantieri autorizzati dall'Ue ad effettuare attività di demolizione navale. Lo hanno espresso congiuntamente le associazioni armatoriali internazionali BIMCO, European Shipowners - ECSA, International Chamber of Shipping (ICS), Intercargo, Intertanko e World Shipping Council (WSC). 

Secondo le associazioni di armatori "l'inclusione di questi due impianti rappresenta un passo importante verso la risoluzione della carenza strutturale di capacità nell'elenco europeo. Dato che le stime del settore indicano un aumento significativo del numero di navi che raggiungeranno la fine della loro vita operativa nel prossimo decennio - hanno rilevato le associazioni armatoriali - la disponibilità di una capacità di riciclaggio conforme sufficiente è essenziale. Un elenco europeo che rifletta la realtà della capacità di riciclaggio globale è una condizione preliminare affinché la legislazione funzioni come previsto: incentivare il riciclaggio sicuro e rispettoso dell'ambiente in tutto il mondo".

Di parere diametralmente opposto rimangono le associazioni ambientaliste Ong Shipbreaking Platform e Transport & Environment (T&E), che hanno infatti manifestato contrarietà rispetto all'inclusione di cantieri asiatici nella lista di impianti di riciclaggio navale autorizzati dall'Unione Europea sia per la capacità degli stabilimenti del vecchio continente che considerano più che sufficiente per lo smantellamento delle navi europee, sia per la precarietà ambientale e delle condizioni di lavoro che, secondo loro, permangono nei cantieri di India, Pakistan e Bangladesh.