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15 luglio 2026, Aggiornato alle 16,10
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Logistica

Revisione Legge 84/94, Federlogistica: "Aspettiamo miglioramenti nel confronto parlamentare"

Il presidente della Federazione auspica l'introduzione di correttivi in grado di rendere il provvedimento sulla nuova organizzazione dei porti ancora più efficace


Il giudizio di Federlogistica sulla proposta di revisione/integrazione della legge 84/94 continua ad essere articolato tra aspetti positivi e alcuni elementi che meritano ulteriori approfondimenti. "Se l'obiettivo di arrivare a una regia nazionale della programmazione appare una priorità assolutamente condivisibile per coordinare gli investimenti, appare tuttavia – afferma Davide Falteri, presidente di Federlogistica - opportuno approfondire ulteriormente il tema dello strumento attraverso il quale tale funzione dovrebbe essere esercitata, valutando se ciò possa avvenire attraverso una società per azioni oppure mediante un rafforzamento della struttura ministeriale o di una specifica agenzia. Di contro, una società potrebbe rappresentare una soluzione particolarmente efficace qualora fosse dedicata esclusivamente alle grandi opere infrastrutturali, ai dragaggi e ai programmi di sviluppo e riconversione dei waterfront".

"Riteniamo inoltre importante – prosegue Falteri - una più chiara definizione delle modalità di integrazione tra portualità e logistica, alla luce del ruolo sempre più centrale assunto dalla filiera logistica e dei profondi cambiamenti che il settore ha conosciuto negli ultimi dieci anni. Programmazione e pianificazione devono rappresentare l'obiettivo prioritario da perseguire in una visione moderna e integrata del sistema portuale nazionale".

"Anche il rapporto tra la nuova entità e le AdSP, attraverso i contratti di programma, merita ulteriori valutazioni affinché non si determinino appesantimenti procedurali o rallentamenti nella realizzazione delle opere, mentre sarebbe auspicabile poter consolidare modelli operativi ispirati all'efficacia dimostrata dalle strutture commissariali nelle opere strategiche. Ciò che auspichiamo è che il nuovo assetto possa garantire alle AdSP adeguate risorse finanziarie e strumenti operativi efficaci, evitando che le difficoltà derivanti dall'aumento dei costi delle materie prime possano tradursi in ulteriori oneri per concessionari e operatori portuali, con possibili ripercussioni su tasse portuali e canoni demaniali".

"Pensiamo inoltre – conclude Falteri - che il testo possa essere ulteriormente arricchito con norme orientate alla semplificazione delle attività delle AdSP e al rafforzamento della loro autonomia gestionale e operativa. Da parte nostra, con il massimo spirito collaborativo, in sede di audizione presso le competenti Commissioni parlamentari illustreremo le nostre proposte, con l'auspicio che possano contribuire a un percorso condiviso e a una approvazione della riforma con il più ampio consenso possibile".