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07 marzo 2026, Aggiornato alle 08,27
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Armatori - Eventi

RED III e competitività del settore bunkeraggio marittimo: criticità e prospettive

Una tavola rotonda sul tema si è tenuta nell'ambito del Master di Diritto Ambientale Italiano ed Europeo della Luiss School of Law


Si è tenuta nei giorni scorsi presso l'Università LUISS la tavola rotonda sulla "Attuazione delle Direttiva RED III", nell'ambito del Master di Diritto Ambientale Italiano ed Europeo della Luiss School of Law. Il 4 febbraio 2026, ricorda la Federazione del Mare, è entrato in vigore il decreto legislativo 9 gennaio 2026, n. 5 recante "Attuazione della direttiva (UE) 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, per quanto riguarda la promozione dell'energia da fonti rinnovabili", la cosiddetta "Direttiva RED III". Il provvedimento, parte del pacchetto "Fit for 55", innalza l'obiettivo vincolante di energia rinnovabile nell'Unione europea ad almeno il 42,5% del consumo finale lordo entro il 2030. In Italia, il D.Lgs. 5/2026 recepisce la norma, accelerando le autorizzazioni, potenziando le FER in edilizia e fissando target per industria e trasporti.

In rappresentanza di Assogasliquidi è intervenuta la direttrice Silvia Migliorini, che ha ribadito alcune necessità urgenti per le Imprese:
•  Accesso al meccanismo GSE: consentire ai soggetti obbligati del GPL (che hanno anche phase-in specifico: 50% nel 2027) di assolvere gli obblighi tramite il pagamento al GSE degli oneri per la copertura degli incentivi ai produttori di biometano avanzato, vedendo così i propri obblighi tradizionali, avanzati e in purezza automaticamente assolti.
•  Un Fondo per i Gas Liquefatti Rinnovabili: servono strumenti di supporto per sostenere i circa 4 miliardi di euro di investimenti necessari entro il 2030 per lo sviluppo di bioGPL e rDME, anche in linea con i target fissati dal PNIEC.
•  Focus Marittimo: analizzare la possibilità di escludere i volumi dei prodotti energetici immessi in consumo nel settore marittimo affinché non concorrano alla quantificazione dell'obbligo per il settore dei trasporti, considerando anche la presenza di una regolamentazione specifica di settore – FuelEU maritime, evitando però contemporaneamente una non coerente allocazione dei costi nei diversi segmenti del trasporto. Necessario abilitare l'uso delle G.O. per le partite di bioGNL come strumento per dimostrare il rispetto dei criteri di sostenibilità dei prodotti bio e rinnovabili (anche in riferimento a quanto disposto dalla disciplina ETS).
•  Monitoraggio RFNBO: necessario al fine di evitare che l'impossibilità di adempiere all'obbligo si trasformi esclusivamente in una penalizzazione sanzionatoria per i soggetti obbligati.

Il presidente di UNEM (Unione Energia per la Mobilità) Gianni Murano ha evidenziato un tema cruciale per il futuro della decarbonizzazione: I biocarburanti non ricevono ancora un adeguato riconoscimento nell'attuale normativa europea. La proposta della Commissione Ue sull'Automotive Package limita infatti al 3% il contributo dei biocarburanti, favorendo di fatto l'elettrificazione come unica soluzione. Una scelta che rischia di non valorizzare appieno tutte le tecnologie oggi disponibili.

Murano ha ricordato che, con un obiettivo RED III al 29%, è essenziale garantire alle imprese libertà di scelta sul percorso migliore per raggiungerlo, senza divieti o sub-target che limitano la competitività e l'innovazione. "Saranno i consumatori, come sempre, ad avere l'ultima parola. E i numeri lo stanno già dimostrando. La transizione energetica richiede apertura, pragmatismo e neutralità tecnologica. Solo così potremo accelerare davvero".

Filippo Costa, esperto biocarburanti e sostenibilità di Assocostieri, ha approfondito le sfide e le opportunità per il bunkeraggio marittimo in Italia evidenziando:
•  la situazione attuale del settore: consumi contraddistinti da una significativa decrescita negli ultimi anni, con un calo di circa il 16% fra il 2024 e 2025. Il paragone con gli altri stati fa risaltare come l'Italia sia nei primi posti per traffici di merci e passeggeri, ma molto indietro per i consumi. Il quadro richiede attenzione soprattutto alla luce degli obblighi della RED III estesi al comparto marittimo.
•  La competitività internazionale emerge come tema centrale: con obblighi biocarburanti che potrebbero essere più stringenti in Italia rispetto ad altri Paesi Ue e non Ue, gli operatori nazionali rischiano di dover sostenere costi più elevati, con possibili ripercussioni sulle scelte di rifornimento degli armatori.
•  l'importanza di soluzioni tecniche bilanciate, come distinguere tra bunkeraggio internazionale e nazionale negli obblighi biocarburanti, per garantire sostenibilità ambientale senza compromettere la posizione dei porti e degli operatori italiani in un mercato globale.
 

Tag: armatori