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15 aprile 2026, Aggiornato alle 09,15
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Politiche marittime

Proventi ETS nel Sea Modal Shift, Camera approva

Un emendamento al DL Energia destina una quota dei proventi dell'interscambio delle quote di carbonio per incentivare l'interscambio modale strada-mare


La Camera ha recentemente approvato l'emendamento 4.100 al DL Energia, che modifica l'articolo 23 del decreto legislativo 9 giugno 2020, n. 47, in materia di "messa all'asta delle quote". L'intervento consente al governo di destinare una quota dei proventi ETS (l'Emission Trading System, il sistema di interscambio europeo delle quote di carbonio) al Sea Modal Shift - l'interscambio modale strada-mare - favorendo il riequilibrio modale dal trasporto stradale delle merci a quello marittimo.

In una nota Confitarma esprime apprezzamento per l'emendamento. «Si tratta - spiega in una nota l'associazione armatoriale - di un passo importante nella direzione di reinvestire le risorse generate dal sistema ETS – e sostenute anche dal trasporto marittimo – in misure a supporto della transizione energetica del settore».

Nel 2024 l'Italia ha incassato oltre 2,6 miliardi di euro dalle aste ETS, risultando il terzo Paese dell'Unione europea per gettito complessivo. Secondo le stime del Centro Studi di Confitarma, nel 2025 il trasporto marittimo contribuirà per oltre 620 milioni di euro, per un totale che supererà i 6 miliardi entro il 2030.

In questo contesto, Confitarma richiama l'attenzione delle istituzioni sull'impatto del sistema ETS sui traffici ro-ro e, in particolare, sul trasporto dei TIR via mare. Nel biennio 2024–2025, limitatamente ai collegamenti realmente alternativi alla strada – in ambito continentale e con la Sicilia – si registra un calo superiore al 7% dei mezzi imbarcati, con un conseguente incremento di oltre 82 milioni di chilometri percorsi su strada.

Complessivamente, diverse ricerche stimano che circa 70.000 mezzi pesanti abbiano abbandonato le rotte marittime alternative alla strada, con effetti negativi in termini di emissioni, congestione e costi esterni a carico del sistema Paese.

«È ora essenziale - conclude la nota di Confitarma - che le risorse generate dal sistema ETS, in attesa della sua auspicata sospensione, siano stabilmente reinvestite nel settore marittimo, per evitare distorsioni competitive e sostenere concretamente la transizione ecologica».