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15 luglio 2026, Aggiornato alle 16,10
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Progetto "BlueFishers", Marevivo: "Riduciamo il polistirolo nel comparto ittico"

L'iniziativa approda a Sciacca, in Sicilia, per favorire tra gli operatori del settore l'impiego di cassette riutilizzabili


Marevivo fa un plauso alla Regione Campania, la cui Giunta pochi giorni fa ha approvato un disegno di legge che mira a promuovere una pesca più sostenibile e a ridurre l'impiego del polistirene espanso nel settore ittico, un materiale particolarmente inquinante molto presente in mare. Si tratta di un segnale forte, chiaro, di contrasto all'EPS, contro la cui diffusione la Fondazione lotta da anni mediante "BlueFishers", un progetto nato per favorire la transizione verso l'impiego di cassette riutilizzabili in polipropilene per il trasporto e la vendita del pescato: strumenti più resistenti, meno impattanti e capaci di limitare la produzione di rifiuti. Dopo il Veneto, che con la legge regionale n. 5 del 13 maggio 2025, ha introdotto disposizioni volte a favorire la sostituzione dei contenitori per prodotti ittici in polistirene con alternative in materiali sostenibili, arriva anche dalla Regione Campania una buona notizia. L'auspicio è che anche altre regioni possano muoversi in questa direzione e adottare provvedimenti analoghi. 

A partire da queste premesse Marevivo, con il supporto di Sicily Environment Fund (SEF) e Verdura Resort, ha avviato "BlueFishers" in Sicilia, a Sciacca - promosso oggi in occasione della "Giornata Internazionale del Mar Mediterraneo" - facendo un ulteriore passo in avanti per sensibilizzare il territorio, coinvolgere la comunità dei pescatori e stimolare le istituzioni locali ad adottare modelli più sostenibili che possano contribuire a tutelare la salute dell'uomo. A Sciacca, una delle località marine più rappresentative del Mediterraneo, sono state consegnate 1000 cassette riutilizzabili alle Cooperative locali l'Ancora e San Paolo Consulting al fine di limitare l'utilizzo dei contenitori in EPS. Questi ultimi, se dispersi accidentalmente, si frammentano rapidamente trasformandosi in microplastiche che finiscono in mare, danneggiando gli ecosistemi ed entrando potenzialmente nella catena alimentare. 

Uno studio condotto dal Dipartimento di Scienze della Vita e dell'Ambiente dell'Università Politecnica delle Marche ha evidenziato come, tra le plastiche analizzate, l'EPS sia il polimero che più facilmente di altri assorbe e trasporta contaminanti metallici. Questo comporta un rischio elevato di contaminazione per i pesci che ingeriscono i suoi frammenti e, di conseguenza, per l'uomo attraverso la catena alimentare. L'eccessivo inquinamento causato dalla plastica ha infatti un impatto combinato su cambiamento climatico, ecosistemi marini e salute pubblica. Le ricerche scientifiche dimostrano, infatti, sempre più che la plastica, sotto forma di microplastiche, è entrata nella catena alimentare ed è presente nell'aria che respiriamo e nei cibi che assumiamo.