|
adsp napoli 1
14 luglio 2026, Aggiornato alle 12,25
forges1

Informazioni MarittimeInformazioni Marittime

forges4
Armatori - Eventi

Porti, innovazione e sostenibilità: a Genova quinta edizione di Economia del Mare

L'evento del Gruppo Il Sole 24 Ore ha riunito istituzioni, imprese, operatori portuali, industria nautica e mondo dell'innovazione


L'economia del mare si conferma una delle principali leve strategiche per la competitività del Paese e per lo sviluppo del Mediterraneo. È quanto emerso dalla quinta edizione di Economia del Mare, l'evento del Gruppo Il Sole 24 Ore ospitato a Genova, a Palazzo Ducale, che ha riunito istituzioni, imprese, operatori portuali, industria nautica e mondo dell'innovazione per confrontarsi su infrastrutture, sostenibilità, sicurezza, digitalizzazione e governance del sistema marittimo.

I saluti istituzionali sono stati affidati a Dubravka Šuica, commissaria europea per il Mediterraneo, che ha ricordato come il Mediterraneo, pur coprendo meno dell'1% della superficie acquatica del pianeta, generi circa 400 miliardi di euro di valore economico all'anno. "L'Italia ha svolto un ruolo centrale nel plasmare la nostra strategia per la regione: il Patto per il Mediterraneo", ha dichiarato, indicando tra gli obiettivi "più commercio, più posti di lavoro, una migliore connettività e infrastrutture migliori". La Commissaria ha inoltre ribadito che "la decarbonizzazione è essenziale per vincere la sfida contro il cambiamento climatico».

Il panel dedicato al Patto per il Mediterraneo e al Piano del Mare 2026-2028 è stato introdotto da Nello Musumeci, ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare. "Il mare è tornato protagonista delle nostre agende», ha affermato il ministro, ricordando il lavoro svolto dal governo attraverso il Piano del Mare, la legge sulla valorizzazione della risorsa mare e gli interventi dedicati alla dimensione subacquea. Musumeci ha inoltre evidenziato un nodo cruciale per il settore: "Mancano decine e decine di migliaia di abilità professionali, diplomati e laureati, che potrebbero trovare lavoro in un settore che ancora viene guardato con una certa diffidenza".

Nel confronto moderato da Filomena Greco e Raul de Forcade, giornalisti del Sole 24 Ore, Mario Zanetti, Special Advisor di Confindustria all'Economia del Mare, ha ricordato che "la Blue Economy vale l'11,3% del Pil nazionale" e che attraverso il Mediterraneo transitano il 27% delle rotte strategiche mondiali e il 65% degli approvvigionamenti energetici europei. Per Zanetti, porti, flotte, energia, logistica e competenze costituiscono "un'unica filiera strategica per il Paese".

Sul ruolo dell'Italia nel Mediterraneo allargato è intervenuto Francesco Munari, Partner e Responsabile practice Port, Shipping & Transport e International & EU Law di Deloitte Legal. "L'Italia si trova oggi in una posizione geografica e geopolitica che può tornare a essere un vantaggio competitivo decisivo", ha spiegato, sottolineando come la riforma del sistema portuale possa rafforzare il ruolo del Paese quale piattaforma logistica naturale tra Europa, Africa, Medio Oriente e Asia.

Le conclusioni sono state affidate a Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sul tema della governance portuale, Rixi ha assicurato che il disegno di legge sarà migliorato nel corso dell'iter parlamentare: "Il ddl sulla governance portuale sarà corretto per poterlo migliorare". Il viceministro ha inoltre espresso forti perplessità sull'Ets marittimo, che a suo giudizio "crea una barriera verso l'Europa, una barriera inspiegabile", rischiando di penalizzare i porti italiani e mediterranei rispetto agli scali concorrenti del Nord Africa.